Le mani umane evolute per fare a pugni?

Le mani umane evolute per fare a pugni?



Non si è sempre ritenuto che le nostre mani si sono evolute nel tempo per meglio costruire utensili e manipolare strumenti? Secondo David Carrier della University of Utah di Salt Lake City ci sarebbe una spiegazione alternativa: si sarebbero evolute per fare meglio a pugni! Quando siamo scesi dalle piante ed abbiamo smesso di dondolarci dai rami, le nostre mani hanno avuto uno sviluppo diverso da quello degli altri primati, diventando corte, squadrate e con i pollici opponibili. Sempre secondo Carrier, le nostre mani avrebbero potuto assumere altre forme per consentirci migliore destrezza, ma solo una forma di mano consente di poterla chiudere e posizionare il pollice a contrafforte. A differenza degli altri primati, la nostra mano è l’unica in grado di chiudersi lasciando il pollice fuori. Le dita delle scimmie, invece, sono troppo lunghe per poter chiudere la mano alla nostra maniera ed il pollice è troppo corto per avvolgere la altre dita nella classica formazione “a pugno”. Quando le scimmie combattono, cercano di trattenere l’avversario mentre altri gli saltano addosso. Per verificare l’importanza dei pugni, Carrier e colleghi hanno reclutato 10 atleti per capire quanto sia difficile colpire un sacco da boxe con un pugno normale, un pugno col pollice in fuori oppure col palmo aperto. Si è riscontrato che non c’è paragone tra la forza generata da un pugno chiuso e nelle altre versioni. Inoltre, un pugno chiuso riduce il suo volume e concentra maggior forza contro un’area più piccola, facendo più male. Maria Marzke dell’Arizona State University di Tempe, dice lo studio è interessante ma che è lontano dal dimostrare che l’evoluzione della nostra mano sia dipesa solo dal fare a botte.  Probabilmente è stata una serie di abilità richieste a darle la forma che ha. Fa presente che le scimmie battono le piante col tallone delle mani per far cadere i frutti. Forse col tallone della mano riusciremmo ad ottenere la stessa forza che col pugno chiuso. Ma Carrier rincara la dose; se la sua ipotesi fosse corretta si spiegherebbe anche un altro mistero. Non si spiega ancora perché alti livelli di testosterone provochino l’allungamento del dito anulare più dell’indice, ma questa conformazione genera un pugno migliore che rendeva “i maschi dominanti” dei combattenti ancora migliori.

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