Lavatrice a pedali in aiuto ai più poveri

Lavatrice a pedali in aiuto ai più poveri



Per noi la lavatrice è un elettrodomestico consolidato e irrinunciabile. Solo le nostre nonne si ricordano che il giorno del bucato durava proprio un giorno intero. Oggi siamo abituati a buttare in lavatrice la biancheria sporca e ripassare dopo mezzora a ritirarla; con alcuni apparecchi anche già asciutta. Ma non è così per tutti, tanto meno dove, oltre alla mancanza di corrente elettrica, scarseggia anche l’acqua. Alex Cabunoc e Ji A.You dell’ Art Center College of Design di Los Angeles sono stati a Cerra Verde, un territorio povero del Perù, nell’ambito del progetto “Risparmiare l’acqua”. Le donne di quella regione devono percorrere parecchie miglia per recuperare l’acqua; l’operazione richiede anche sei ore al giorno. Poi devono lavare i panni fuori casa con ogni tempo. A volte, a causa del freddo, i panni rimangono stesi per settimane prima di asciugare e a volte fanno in tempo ad ammuffire. Mediamente fanno il bucato 4-5 volte la settimana. É così che a Alex Cabunoc e Ji A.You è venuta l’idea di come agevolare l’operazione. Hanno progettato e costruito Giradòra (la cosa che gira), una lavatrice a pedale poco costosa e trasportabile. L’idea di una lavatrice che funzioni con la forza umana non è nuova, ma loro hanno cercato una soluzione che fosse la meno faticosa e dispendiosa possibile. Meccanicamente è davvero molto semplice, il che non sorprende perché il progetto definitivo è stato sviluppato sul posto, a Cerra Verde. La Giradòra è essenzialmente un cilindro, alto il giusto per potercisi sedere sopra. Il peso della persona seduta, che dovrà poi pedalare, fa da stabilizzatore. All’interno c’è il classico cestello da lavatrice montato su un perno verticale. Stando seduti e premendo il pedale si fa ruotare il cesto. Una volta si lava e l’altra si risciacqua. Quindi, svuotato il cesto col rubinetto alla base, si fa girare il cesto senz’acqua a mo’ di centrifuga. Questo permette a buona parte dell’acqua di uscire dal tessuto e ridurre considerevolmente il tempo di asciugatura. Si risparmia la fatica di sbattere, si ottimizza il consumo dell’acqua ed i vestiti vengono più puliti. Costa solo 30 euro e può essere un’idea per tante Associazioni che aiutano le popolazioni povere.

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