Latte ipoallergenico da mucca GM

Latte ipoallergenico da mucca GM



Gli scienziati hanno modificato alcune caratteristiche della mucca per ottenere una razza geneticamente modificata che produca latte contenente un basso livello della proteina beta-lattoglobulina che può creare allergia nei bambini. I ricercatori sono convinti che un giorno si potrà immettere sul mercato un latte ipoallergenico prodotto da questa generazione di mucche GM. I test sul latte ipoallergenico hanno mostrato che contiene meno del 2 per cento dei normali livelli di beta-lattoglobulina ed è molto più ricco del solito per quanto riguarda altri tipi di proteine del latte, come le caseine utilizzate nella produzione del formaggio. I ricercatori credono che questo latte di mucca GM conterrà anche alte concentrazioni di calcio rispetto al latte normale. Il vitello GM, invece, è nato senza coda, che è una rara anomalia congenita. Gli scienziati ritengono, però, che questo sia il risultato del processo di clonazione, simile a quello utilizzato per la pecora Dolly, piuttosto che della tecnica GM utilizzata per eliminare la proteina. L’industria casearia produce già una qualità di latte ipoallergenico ottenuto eliminando alcune proteine bovine con l’aiuto di enzimi digestivi, ma su scala industriale la trasformazione è costosa. Il latte, poi, è di sapore amaro e non sempre rimuove gli allergeni, dicono gli scienziati. Nei Paesi sviluppati, tra il 2 e il 3 per cento dei bambini è allergico alle proteine del latte vaccino, per cui vi è la richiesta di trovare il modo di produrre un latte ipoallergenico per questi bambini. Una persona che sia allergica alle proteine del latte può subire una serie di sintomi che possono verificarsi entro pochi minuti o dopo alcune ore. Essi comprendono: disturbi gastrointestinali, vomito, eruzioni cutanee e difficoltà respiratorie. Lo studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences, è uno dei primi esempi della tecnica RNAi che viene utilizzata per creare animali di fattoria con caratteristiche nuove. Altri scienziati stanno utilizzando la tecnica RNAi per creare nuovi ceppi di animali domestici che abbiano una immunità naturale verso virus e infezioni. Bruce Whitelaw, professore di biotecnologie animali presso l’Università di Edimburgo, che non era coinvolto nella ricerca, ha detto che lo studio dimostra la potenza della tecnica RNAi. “Questa riduzione del livello di una proteina del latte è stato accompagnato da un aumento delle altre, cioè delle caseine. Questo è importante, in quanto rappresenta uno dei pochi successi RNAi nei mammiferi e offre un buon esempio di come queste tecnologie possono essere utilizzate”, ha aggiunto.

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