La scrittura più antica finora ritrovata

La scrittura più antica finora ritrovata



Uno dei ritrovamenti archeologici recenti più interessanti è stata la scoperta, non tra le rovine di un’antica città o in qualche tomba ma dentro un museo olandese, di alcune conchiglie fossilizzate recanti delle “scritte”. La datazione le fa risalire a circa 500.000 anni fa. Secondo i ricercatori, si tratta della più antica espressione geometrica dell’uomo finora ritrovata. Impossibile capire cosa intendesse riportare chi ha inciso quei segni, una serie di barre ed una specie di M, ma fa intendere che quegli ominidi erano più intelligenti di quanto saremmo portati a pensare. Il team di ricerca ha studiato 166 conchiglie ritrovate durante uno scavo a Java nel 1890 ed ora conservate in un museo olandese. Una presenta il bordo liscio, come se fosse stata usata per tagliare o raschiare. Un’altra, quella di cui si parla, ha una serie di incisioni effettuate forse con un dente di squalo. Al momento dell’incisione il dorso della conchiglia era nero e il veder trasparire il bianco sotto i segni deve essere stato sorprendente per quegli umani. Gli studiosi hanno cercato a loro volta di incidere a mano una conchiglia simile, ma il compito è risultato gravoso: ci vuole grande forza sia per incidere che per andare diritto. Comunque, una scoperta indiretta è quella relativa agli utensili che si pensa sempre fossero di pietra e osso. Qui si capisce che l’intelligenza dei nostri avi sapeva ricavare un utensile partendo dalla materia che aveva a disposizione, anche dalle semplici conchiglie.