La porta dell’Inferno

La porta dell’Inferno



Nel 1971, geologi sovietici hanno perforato la crosta del deserto del Karakum per circa sette chilometri alla ricerca di gas naturale, ma non ne hanno trovato. Il luogo si trovava presso il villaggio di Derweze, Turkmenistan, con una popolazione di 350 abitanti. Il lavoro di perforazione ha trapassato anche una grande caverna naturale riempita di gas che è prontamente crollata trascinandosi dietro impianto e geologi. Ne è risultato un cratere di 70 metri di diametro per 20 di profondità che ha iniziato a vomitare gas metano nell’atmosfera. Per l’incolumità del villaggio, decisero di dare fuoco al gas perché non si propagasse. Hanno lanciato una granata pensando che in qualche giorno si sarebbe esaurito il gas. Questo è successo 43 anni fa ed il cratere sta ancora bruciando. Curiosamente, il nome Derweze significa “porta” in lingua turkmena, così i locali hanno soprannominato il cratere la “Porta dell’Inferno”. Pur essendo un disastro ecologico, il cratere è diventato anche una delle poche attrazioni turistiche del Turkmenistan, spingendo turisti avventurosi nel deserto del Karakum, dove le temperature estive possono arrivare a 50°C senza l’aiuto del cratere! Nonostante la porta dell’Inferno sia diventata un luogo turistico, il presidente turkmeno Kurbanguly Berdymukhamedov ha ordinato ai funzionari locali di trovare un modo per spegnere il fuoco, dopo aver visionato il cratere nel 2010. Il presidente ha espresso il timore che il fuoco possa venire alimentato da altri pozzi presenti nell’area, danneggiando l’esportazione di gas naturale, vitale per il Paese.

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