La più grande piattaforma vibrante per combattere i terremoti

La più grande piattaforma vibrante per combattere i terremoti



E’ noto a tutti quanto il Giappone sia territorio sismico; non per niente hanno costruito per secoli le loro case in legno e carta da parati. Ma con l’avvento dell’era moderna anche loro si sono dovuti adeguare al cemento ed hanno pagato i terremoti con un alto prezzo di vite umane. Il 17 gennaio 1995, la città giapponese di Kobe fu devastata da un terremoto di magnitudo 6,8 e morirono più di 6.000 persone. Ma non si sono abbattuti ed hanno pensato a come testare i manufatti costruttivi per affrontare i terremoti. Quattro anni dopo la catastrofe di Kobe hanno iniziato la costruzione della più grande piattaforma vibrante 3D del mondo con la quale poter simulare i vari gradi di violenza del terremoto e testare i materiali. La piattaforma, che misura 20 metri per 15, può sopportare un carico di 1.200 tonnellate. Riesce a spostarsi nelle tre direzioni alla velocità di 2 metri al secondo: un vero sconquasso. In questo modo è possibile simulare gli effetti che una scossa ondulatoria o sussultoria provocano sui materiali di costruzione. I fabbricati giapponesi degli ultimi anni sono più resistenti perchè costruiti tenendo presente gli accorgimenti dell’Istituto Nazionale di Ricerca per la Scienza della Terra e la Prevenzione dei Disastri situato a Tsukuba. Il fotografo Stephen Vaugham aveva visitato e fotografato il laboratorio per l’inaugurazione del 2009. Nel marzo del 2011 è tornato in Giappone per fotografare le aree colpite da un terribile tsunami nel 1700, ma si è trovato a fotografare i danni di Fukushima. Migliaia di vite sono andate perse in quell’onda, ma poteva andare peggio. “Il tributo di vite umane è terribile”, dice Vaughan, “ma i miglioramenti in ingegneria delle costruzioni stanno salvando un sacco di vite”.

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