La nascita dell’uomo secondo i Sumeri

La nascita dell’uomo secondo i Sumeri



Numerosi testi antichi dei Sumeri tramandano fatti avvenuti centinaia di migliaia di anni fa, dai quali si ricava il motivo per cui, dall’ominide chiamato dagli studiosi Homo Habilis, attraverso interventi di ingegneria genetica si è arrivati all’Homo Sapiens. Molto tempo fa, un gruppo di circa 300 astronauti, che i Sumeri chiamano Igigi (“coloro che girano e guardano”), avrebbero stazionato con le loro astronavi attorno alla Terra. Erano manovalanza alle dipendenze degli Annunaki, abitanti del pianeta Nibiru. Estraevano l’oro, indispensabile per bonificare l’atmosfera inquinata del loro pianeta, dalle miniere o dragando i fiumi con i loro potenti macchinari. I minerali venivano stoccati su piattaforme in orbita attorno al nostro pianeta e poi trasferite su Nibiru. Dopo molto tempo, forse anche centinaia di migliaia di anni e generazioni di astronauti, questi si sono stancati. Sulla Terra non c’era niente che potesse dare loro svago durante i periodi di riposo e il lavoro era monotono e stressante. Questi “dei” non si erano mai incontrati con umani, perché non esisteva una specie in grado di dialogare con loro. Alla fine si sono ribellati a Enlil, il capo della triade che governava Nibiru. Hanno distrutto i macchinari e minacciato di morte lo stesso capo chiedendo una soluzione alternativa al problema della manodopera. Fu così che gli ingegneri genetici di Nibiru avrebbero scelto il primate più avanzato sulla Terra e inserito nel suo DNA quelle informazioni che gli consentissero di capire gli ordini e di lavorare (ecco perché gli antichi testi sacri di tutte le civiltà riportano che gli “dei” ci hanno fatto a loro immagine e somiglianza per adorarli e servirli). Sarebbe nato così, 440.000 anni fa, la razza umana per come la intendiamo oggi la quale, dopo diverse modifiche occorse nelle successive centinaia di migliaia di anni, è stata superata e migliorata con umani sempre migliori fino ad arrivare all’Homo sapiens sapiens che siamo noi oggi. Per inciso, i ricercatori ritengono che il DNA stabilizzato che accomuna la razza umana (Eva mitocondriale) sia vecchio di circa 200.000 anni.