La Festa degli innamorati

La Festa degli innamorati



La festività prende il nome dal santo e martire cristiano San Valentino da Terni e venne istituita nel 496 da Papa Gelasio I, andando a sostituirsi alla precedente festa pagana delle “Lupercalia” che si celebrava il 15 febbraio. Questa festa onorava la fertilità, non tanto l’amore romantico, ed era una specie di lotteria dell’amore. I nomi delle donne e degli uomini che adoravano il dio Lupercus venivano messi in un’urna e opportunamente mescolati. Quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità finchè il rito della fertilità fosse concluso. L’anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie. Anche per questo motivo la Chiesa ha voluto estirparne il ricordo e sostituirlo con la festività del vescovo Valentino, martire del III secolo sotto l’imperatore Claudio II. La pratica moderna di celebrazione della festa risalirebbe invece al medioevo e alla sua diffusione, soprattutto in Francia ed in Inghilterra, contribuirono i Benedettini attraverso i loro numerosi monasteri. A partire dal XIX secolo, questa tradizione ha alimentato la produzione industriale e la commercializzazione su vasta scala di biglietti d’auguri dedicati a questa ricorrenza. La Greeting Card Association stima che ogni anno vengano spediti, per S. Valentino, circa un miliardo di biglietti d’auguri, numero superato solo dalla ricorrenza del Natale. Una curiosità: in Giappone la Festa di San Valentino è più sentita tra la popolazione giovane e la tradizione prevede che siano le ragazze a regalare una scatola di cioccolatini ai ragazzi. La differenza è che il regalo non è necessariamente diretto a fidanzati e mariti: le ragazze possono donare cioccolatini anche al proprio datore di lavoro o al collega d’ufficio. Gli uomini che ricevono del cioccolato devono ricambiare il dono ricevuto regalando cioccolato bianco un mese dopo San Valentino (cioè il 14 Marzo). Il 14 Marzo è conosciuto infatti come il “White Day”.