La FAO incoraggia il consumo di insetti

La FAO incoraggia il consumo di insetti



La FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione, fa osservare che gli insetti si riproducono rapidamente, sono pieni di proteine, grassi, sali minerali ed hanno un basso impatto ambientale durante tutto il loro ciclo di vita. A piacere, possono essere consumati vivi, morti, interi, macinati, da soli o incorporati in altri prodotti alimentari, dicono gli esperti delle Nazioni Unite. Già due miliardi di persone integrano la loro dieta con gli insetti e la FAO ha deciso di incentivare la cosa per combattere la fame, per lo meno nei Paesi in via di sviluppo. E i numeri danno ragione, perché “con 2 chili di alimenti (ad esempio fogliame) si ottiene un chilo di insetti, mentre il bestiame richiede 8 chili di alimenti per rendere un chilo di carne”, secondo la relazione presentata a Roma da Eduardo Rojas Briales, Vice Direttore Generale per le foreste della FAO, in occasione del lancio di un programma per incoraggiare l’allevamento di insetti. Il consumo di insetti, che porta il nome scientifico di “entomofagia”, è già diffuso nelle culture tradizionali di alcune parti dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina. Allevare insetti è un’operazione conveniente perché può essere fatta a partire da rifiuti organici, rifiuti alimentari nonché compost o concime. “Gli insetti usano meno acqua e producono meno emissioni di gas serra rispetto al  bestiame”, si fa presente. Secondo la FAO, “entro il 2030 più di 9 miliardi di persone dovranno essere nutrite, tante quanti sono i miliardi di animali allevati ogni anno. Tutto questo in un’era in cui l’inquinamento del suolo e dell’acqua dovuti all’allevamento intensivo ed al pascolo eccessivo stanno portando al degrado delle foreste.

 

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