La deforestazione è raddoppiata

La deforestazione è raddoppiata



La deforestazione in Amazzonia è salita alle stelle nel corso dell’ultimo anno e mezzo, secondo l’analisi delle immagini satellitari effettuate da IMAZON, un Istituto brasiliano di ricerca. Sono state confrontate le aree di deforestazione a distanza di un anno; per esempio, nel mese di agosto del 2014 si è avuto un incremento del 136% rispetto allo stesso mese dell’anno prima, ma la percentuale sale al 467% nel mese dopo. “Le aree disboscate sono più che raddoppiate nell’ultimo anno”, dice Phillip Fearnside, un ecologista brasiliano dell’agenzia INPA. Probabilmente il dato è ancora più allarmante, perché il satellite rileva modificazioni su aree grandi almeno 250.000 metri quadrati. Molti disboscamenti sono però di dimensioni minori e quindi non visibili dal satellite. Fino al 2012 la deforestazione aveva avuto una stasi, ma dal 2013 si è ripreso a spron battuto. Viene data la colpa anche alla crescente richiesta mondiale di carne di manzo e di mais, due prodotti che vanno d’accordo coi terreni disboscati. Inoltre, una legge brasiliana promulgata nel 2012 prevede l’amnistia per coloro che hanno disboscato illegalmente primo dal 2008. L’idea corrente è che, perciò, anche se disboschi prima o poi vieni perdonato. Il presidente rieletto, Dilma Rousseff, ha proposto la costruzione di 19 grandi dighe nella regione amazonica e ha promesso di andare avanti con la BR 319. Questa controversa mega-autostrada collegherebbe la città di Manaus, nel cuore dell’Amazzonia, con l’arco di deforestazione a sud, dove gran parte della giungla è già stata persa. Naturalmente, dove arrivano le strade arrivano di conseguenza agricoltori e allevatori per spianare la foresta. Di questo passo, tra 30-40 anni non rimarrà più nulla della foresta amazonica. Ad oggi risulta disboscato il 20% della foresta (3 volte la superficie dell’Italia); si è vicini al punto di non ritorno circa la possibilità di rigenerarsi, di mantenere la funzione di polmone del mondo e di indurre tutta l’acqua piovana che oggi alimenta i grandi fiumi dell’Amazonia. Secondo gli studiosi, è fondamentale conservare la foresta amazonica in quanto assorbe una quantità immensa di anidride carbonica e questo contribuisce a calmierare i cambiamenti climatici in corso causati dall’inquinamento sfrenato.