La Cina è ora meno competitiva?

La Cina è ora meno competitiva?



La Cina sta diventando meno competitiva. Molte società cinesi che producono per conto terzi stanno spostando i loro impianti in aree della Cina occidentale perché i crescenti costi nella Cina orientale rischiano di colpire sensibilmente i loro profitti. Il giornale DIGITIMES riferisce che Quanta Computer, Compal Electronics, Wistron e Inventec, tra gli altri, hanno già trasferito alcuni impianti a Chongqing e Chengdu. Sembra che l’incremento salariale porterà un aumento del prezzo per ogni manufatto di 4 o 5 dollari. Il problema che fa muovere le aziende verso altre zone meno sviluppate è appunto l’aumento dei salari che si sta verificando in Cina. “Gli aumenti salariali saranno uno dei più grossi impegni del governo cinese nei prossimi cinque-dieci anni – ha detto l’analista Roger Sheng  – Delocalizzare una produzione non è un’attività a breve termine. Le aziende manufatturiere hanno bisogno dai tre ai cinque anni per mettere a regime la produzione in una nuova regione”. L’ultimo piano quinquennale prevede un aumento delle paghe di almeno il 13% l’anno, ma in alcune aree si prevede che dovrà essere anche maggiore. Ecco perché le grandi aziende stanno tenendo sotto stretto controllo l’incremento delle paghe per vedere la convenienza o meno di restare sul posto. HP e Dell, due colossi dell’informatica, stanno valutando bene gli eventi dopo che lo scorso mese la Foxconn ha dovuto aumentare del 25% i salari ai propri dipendenti. Alcune aziende stanno sondando la possibilità di stabilirsi, ad esempio, in Vietnam ma la logistica è ancora un grosso problema in quel Paese. Nel breve periodo, comunque, gli aumenti salariali non dovrebbero far lievitare il prezzo dei manufatti perché, anche se gli aumenti sembrano elevati (13-25%) sono riferiti a paghe veramente basse.

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