La Cina ammoderna i suoi arsenali

La Cina ammoderna i suoi arsenali



Il governo cinese sta rapidamente costruendo un esercito più grande e più sofisticato. In una sola generazione, la Cina si è trasformata da un Paese in gran parte agricolo a una potenza industriale e commerciale. L’economia cinese è aumentata di 20 volte rispetto a 20 anni fa ed è sulla buona strada per superare gli Stati Uniti. Ma ancor più sorprendente è stata la crescita in campo militare. Solo 10 anni fa il bilancio per la Difesa era di 20 miliardi di dollari; oggi quella cifra è diventata 100 miliardi e qualche analista pensa che siano vicini ai 160. Il bilancio per la Difesa cinese è solo un sesto di quello americano, ma i dollari in Cina rendono di più e nei prossimi anni la spesa per gli armamenti crescerà al ritmo della sua economia. Nel frattempo, il presidente cinese Hu Jintao ha chiesto alla Difesa di effettuare nel 21° secolo “nuove missione storiche”, di andare oltre lo storico obiettivo della difesa del territorio e di diventare una vera superpotenza mondiale. In alcuni casi, una presenza più internazionale della Cina potrebbe portare ad una cooperazione con gli Stati Uniti, come lo è stato nel 2008 per la lotta alla pirateria al largo della Somalia, ma il trovarsi nello stesso angolo del mondo con obiettivi diversi potrebbe creare una situazione imbarazzante  fra due dei più attrezzati apparati militari mondiali. Gli americani non sono preoccupati solamente per la mole di denaro investito nell’ammodernare la Difesa, ma anche per tutta la tecnologia che i cinesi stanno comperando col denaro. L’hardware militare americano è sempre stato un passo davanti agli altri, ma ora la Cina inizia a colmare il divario, basti  pensare ai nuovi aerei da combattimento. Fino a poco fa gli americani erano convinti che i loro F-22 e F-35 fossero gli unici aerei della quinta generazione presenti sulla Terra,  ma durante una visita ufficiale in Cina nel 2011 il segretario americano alla Difesa Robert Gates ha dovuto ricredersi. In quell’occasione gli fu comunicato che anche i cinesi avevano fatto dei progressi e assistette al volo inaugurale del nuovo caccia J-20 (nella foto). Ma il J-20 non è l’unica novità cinese perché anche nel campo dei droni hanno fatto grandi passi. Alla fiera mondiale dell’aviazione le brochure dei costruttori cinesi mostrano intere linee di droni in assemblaggio. I modelli  cinesi più noti sono il Yilong e il BZK-005 che assomigliano rispettivamente agli americani Predator e Global Hawk. Per i modelli futuri la Cina potrebbe ricevere un aiuto dalla tecnologia americana: l’Iran ha infatti concesso il permesso agli scienziati cinesi di analizzare il sofisticato drone spia americano RQ-170 caduto lo scorso anno in Iran. Anche la Marina è in fermento. Fino ad oggi, gli americano sono gli unici a poter inviare portaerei cariche di caccia in ogni angolo del mondo, ma la Cina intende cambiare la situazione. Ha da poco messo in mare la portaerei Liaoning, che può trasportare 50 caccia, incluso il J-15 che ha caratteristiche simili all’americano F-18. Nei suoi cantieri navali sono in costruzione cacciatorpediniere stealthy da 8.000 tonnellate, oltre a sottomarini nucleari e mezzi d’assalto anfibi. L’ex nave da crociera Bahai Sea Green Pearl, trasformata in nave militare, può trasportare fino a 2.000 uomini e 300 mezzi. Con la sua nuova struttura militare, la Cina ha già partecipato ad operazioni ONU di pace in luoghi lontani come l’Africa e l’America Latina.

Via