La casta non vuole lavorare?! Mandiamoli tutti a casa!

La casta non vuole lavorare?! Mandiamoli tutti a casa!



Ormai non c’è nulla da fare. L’Italia non ne può più della Casta: si assentano dalla seduta del Senato, quella introduttiva alla manovra “della salvezza”; per non parlare delle scusa che tirano fuori per giustificare quel vuoto di poltrone impressionante.
«Non era una seduta importante», hanno farfagliato un po’ tutti.Come se fosse una cosa normale che un dipendente o un imprenditore andassero al lavoro solo quando ci sono cose importanti da fare o da decidere! Certo nel percorso lavorativo ci sono giorni più o meno impegnativi, però al lavoro si va lo stesso, alle volte anche col mal di testa pur di concludere un compito importante. Nella Casta questo non avviene: ognuno fa quello che vuole, dipende da come si svegliano la mattina. Qualche giorno fa in aula erano in unici senatori!! Ma com’è possibile tutto questo?? Come può un paese andare avanti in queste condizioni?
Un parlamento di circa mille politici mestieranti non serve a nulla, è un dispendio di soldi pubblici inutile. Perché se gli scranni sono vuoti, il Senato comunque gira a pieno con tutti i suoi costi di personale e di funzionamento vario. E chi lo paga il conto? Noi, cioè quegli stessi cittadini contribuenti che da anni chiediamo un dimagrimento della Cosa pubblica ma che ci ritroviamo solo l’ennesima batosta fiscale da pagare.
Anticipo l’obiezione: in questa manovra c’è una forte riduzione della politica. L’ho già scritto: non credo finché non vedo. È davvero difficile fidarsi di chi dall’oggi al domani perderebbe di colpo una serie di privilegi. E veniamo al secondo punto: le tasse noi dobbiamo versarle subito, i tagli alla politica invece necessitano sempre di una commissione che valuti, che rifletta, che non penalizzi eccetera eccetera. Che ci vuole a scrivere due righe secche: a partire dalla prossima legislatura i parlamentari saranno la metà di quelli attuali. Non dico di abolire il bicameralismo perfetto (ci avevano provato, va ammesso) in quattro e quattr’otto ma almeno dimezzare gli onorevoli, questo va fatto e pure alla svelta. Con progressiva normalizzazione pure del personale che gira attorno al parlamento.
MANCA LA VOLONTA’
Diciamo che non c’è la volontà. E la sfacciataggine con cui i parlamentari umiliano le istituzioni (quelle istituzioni che diventano sacre quando c’è da salvaguardare la poltrona) ne è la prova. Al lavoro si va quando si ha genio, il ristorante con prezzi da mensa dei poveri ma con menu da ristorante per ricchi. E poi i privilegi, pensioni e vitalizi, insomma tutte voci che ci hanno promesso mille volte di togliere e invece restano lì perché quando una mano li toglie l’altra li rimette. Si può andare avanti così? No.
Con che spirito, domando, la classe politica pensa di affrontare gli affanni dell’Italia quando coi fatti dimostra di essersi messa su un piedistallo? Forse non se ne sono resi conto ma nel Paese sta montando la rabbia. La politica dimostri di essere umile, si ricordi di essere al servizio del Paese e non al traino. E soprattutto si rassegni a dimagrire: la velocità con cui le Borse e gli andamenti economici mettono a soqquadro il pianeta si scontra con la lentezza della Casta.