Joe Paternò: fine di un mito

Joe Paternò: fine di un mito



La statua di Joe Paternò, JoePa come era chiamato, è stata tolta dal campus dell’Università della Pensilvania. Di mattino presto è arrivata una pattuglia di poliziotti che hanno transennato la strada per evitare contestazioni e subito dopo una squadra di operai ha coperto con un telo la statua, divelta e portata via. Chi era Joe Paternò? Era un allenatore di football, ma non uno qualunque. Nella sua carriera ha collezionato più vittorie di qualunque altro: 409 vittorie in 46 stagioni e due campionati nazionali. Per questo motivo è sempre stato una icona nel cuore di tutti gli amanti del football. Nato a Brooklin nel 1926 da emigrati italiani, è morto a 85 anni il 22 gennaio 2012. Ma una brutta vicenda ha oscurato il suo operato negli ultimi anni e questo ha portato l’opinione pubblica a dimenticare i suoi successi fino a richiederne le dimissioni ed ora l’abbattimento della sua statua. Secondo Louis Freeh, ex numero uno dell’FBI, incaricato dalla stessa Università di indagare, per oltre un decennio JoePa avrebbe consentito a Jerry Sandusky, suo assistente e definito “predatore sessuale pedofilo”, di muoversi indisturbato nella caccia ai ragazzini, colpendo più volte nel silenzio, nella distrazione dei superiori, nella sottovalutazione generale. Il fronte pro-JoePa aveva cercato di fronteggiare l’ondata di indignazione proveniente da ogni parte degli States, ma le prime pagine dei giornali, talk show e social network non gli hanno dato scampo e il vertice attuale della Penn State lo aveva tolto dal suo incarico. Ora si spera che questa vicenda sia di esempio a quanti operano a contatto con i ragazzi per evitare il ripetersi di deprecabili atti di pedofilia.

Via