Inquinamento atmosferico, il killer invisibile

Inquinamento atmosferico, il killer invisibile



Annusiamo l’aria francese. L’aria inquinata dei nostri vicini d’oltralpe è responsabile di 48.000 decessi ogni anno. Una nuova “valutazione quantitativa dell’impatto sulla salute”, pubblicato oggi dall’Istituto francese per la salute pubblica, sottolinea che l’inquinamento atmosferico è un grave problema di salute. Oggi è diventato la terza causa di morte in Francia, dopo il tabacco e l’alcol. La causa del 9% dei decessi annuali in Francia sono le particelle fini con un diametro inferiore a 2,5 micrometri, le famose PM2.5, che penetrano in profondità nel sistema respiratorio e causano molte malattie, togliendo un paio di anni di vita nelle città inquiniate. E tuttavia, “l’impatto delle polveri sottili sulla salute è probabilmente sottostimata”, secondo la dottoressa Sylvia Medina, coordinatrice del programma “Aria e salute”. “Noi utilizziamo nel nostro studio le PM2.5 come tracciante, perché è l’indicatore di inquinamento più studiato in termini di effetti sulla salute, ma l’inquinamento atmosferico è una miscela complessa di migliaia di sostanze inquinanti che interagiscono”, ricorda la Medina. Realizzato durante il periodo 2007-2008, questa valutazione conferma i dati dell’ultima stima pubblicata nel 2005 dal CAFE (Clean Air For Europe, “Aria pulita per l’Europa”), condotta nel 2000 dalla Commissione europea. Quello studio aveva stimato in 42.000 morti premature l’impatto dell’inquinamento atmosferico in Francia. Gli effetti dell’inquinamento sono, ovviamente, più importante nelle aree urbane con oltre 100.000 abitanti. E noi? L’Italia segna il record europeo per le morti premature a causa dell’inquinamento da polveri sottili. Secondo il rapporto della AEA (Agenzia europea per l’ambiente) nel 2012 in Italia ci sono state ben 84.000 morti premature (7.000 al mese) causate da polveri sottili, biossido di azoto e ozono. Che aria che tira…

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