In Cina, città come funghi

In Cina, città come funghi



In Cina ogni anno vengono costruite dal nulla 20 città sotto la spinta di speculatori che vedono l’operazione come un investimento a lungo termine. Solo che, al momento, interi quartieri rimangono vuoti. Case e palazzi nuovi di zecca, grandi parcheggi, parchi verdi a tema, ma mancano gli abitanti. A Erenhot come a Ordos, centinaia di edifici costruiti negli ultimi dieci anni rimangono disperatamente vuoti. Nel 2010, più di 60 milioni di case e appartamenti costruiti in Cina non erano ancora occupati e da allora sono state costruite 50 nuove città, con un sacco di quartieri deserti.

Erenhot Costruito nel cuore della Mongolia Interna (una regione autonoma della Cina), a 500 chilometri a nord ovest di Pechino,  Erenhot deve la sua ricchezza sua stazione ferroviaria. Infatti, chi deve passare dalla Cina alla Mongolia (e viceversa)deve cambiare treno in questa città a causa della differenza di scartamento tra i binari delle due Nazioni. La città è in continua espansione ma, sempre nel 2010, solo un terzo delle abitazioni erano occupate. La temperatura è di 30° in estate e -20° in inverno.

Ordos Orgogliosi di essere in 1.360.000 abitanti e delle loro importanti risorse di carbone e petrolio, gli amministratori della città di Ordos hanno deciso anni fa la costruzione di un nuovo immenso quartiere residenziale a 25 chilometri dal centro. Questa nuova Dubai cinese può ospitare 300.000 persone, ma solo un decimo di queste sono andate ad abitarvi.

La costruzione di nuove città e quartieri è considerata, come si diceva, un investimento a lungo termine per cui gli appartamenti vacanti vengono proposti a prezzi esorbitanti. Per dare un esempio, nel 2004 le abitazioni andavano vendute a 150€ al mq, ma sette anni dopo si è arrivati a 2.500€/mq, diciassette volte di più.

Nella foto sotto si possono vedere le lussuose ville, vicino al lago ed immerse nei boschi, costruite nella località di Qiandaohu. Ma sono tutte vuote perché chi le ha comperate lo ha fatto per specularci e non vuole abitarle per non farne diminuire il valore. Gli alberghi della zona hanno tariffe simili a quelle europee. In un’altra foto si può apprezzare il fotomontaggio che evidenzia, a distanza di qualche anno, come si presentava prima e dopo questa area ora completamente coperta di nuove abitazioni. È comunque importante tenere presente che dallo scorso anno la metà dei cinesi vive nelle città.

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