Impianto cinese clonerà 1 milione di mucche l’anno

Impianto cinese clonerà 1 milione di mucche l’anno



La struttura che ospiterà l’impianto di clonazione è ormai ultimato e l’attività inizierà nei primi mesi del 2016. Lo stabilimento di 14.000 mq, costato 31 milioni di dollari, si trova a 160 km da Pechino e appartiene alla BoyaLife, un’azienda biotecnologica specializzata in cellule staminali, medicina rigenerativa, prodotti biologici. L’obiettivo è di produrre 100.000 di cloni il primo anno per arrivare in fretta al milione, in modo da soddisfare la crescente richiesta di carni bovine. Oltre alle mucche verranno clonati anche cani da compagnia, cani poliziotto, cavalli da corsa e scimmie fino ad arrivare ai panda, oggi in pericolo di estinzione. Ma molti non la ritengono una buona cosa, per il fatto che la BoyaLife è partner della Sooam Biotech, società sudcoreana gestita da Hwang Woo-suk (l’ex “re della clonazione”) che è stato riconosciuto colpevole nel 2006 di frode nella ricerca, mancanza di etica e tentativi di clonare l’uomo. L’impianto, inoltre, è vicino all’area dove nello scorso agosto l’esplosione di uno stabilimento chimico ha ucciso 165 persone. La Cina ha avuto recentemente gravi scandali alimentari e molti sono preoccupati per i controlli che verranno fatti dai cinesi sulle carni clonate. Da parte loro, i cinesi assicurano che le carni saranno sicure da mangiare. Il Parlamento europeo lo scorso settembre ha proposto di vietare il consumo di animali clonati e dei prodotti da essi derivati, ma ricordiamo che la FDA americana ha approvato nel 2008 la vendita di carni bovine clonate senza obbligo di etichetta, per cui è impossibile riconoscerla sul mercato. Sarà possibile, con tutta quella carne clonata in giro, capire se stiamo mangiando sano?