Il primo trapianto completo di mano in Inghilterra

Il primo trapianto completo di mano in Inghilterra



L’uomo nella foto, Mark Cahill di 51 anni, è il primo inglese al quale è stata appena trapiantata una intera mano durante un intervento operatorio durato 8 ore alla Leeds General Infirmary. La mano compatibile è stata trovata il giorno di Santo Stefano. La sua gli è stata amputata in seguito ad una pericolosa e irreversibile infezione dovuta ad un grave caso di gotta. L’operazione, secondo un portavoce del team chirurgico, è andata bene ed ora si tratterebbe solamente di riabilitazione. Il signor Cahill, di Greetland nei pressi di Halifax (West Yorkshire) ha dichiarato: “Fa una grande impressione vedere questa mano, che non muovevo da 5 anni, tornare a muoversi. E comunque, qualsiasi soluzione è meglio di come ero prima. Spero finalmente di tornare al lavoro. Sto già muovendo le dita e i medici dicono che i progressi sono più veloci del previsto. Fino ad ora non potevo allacciarmi le scarpe, tagliare il cibo nel piatto, giocare col mio nipotino, ma spero nel breve di tornare a fare tutto questo”. Il team chirurgico ha usato una tecnica nuova; divisi in due gruppi affiancati, prima è stata amputata la mano del donatore e quella del paziente,  poi è stato trapiantato su Cahill l’arto sano. Questo modo di fare ha permesso ai medici di mappare i nervi ed i vasi sanguigni delle due mani prima del trapianto. I medici hanno riattaccato otto vene, tre nervi, tendini e ossa nel corso di quella complicata e insolita operazione andata a buon fine. Simon Kay, professore di chirurgia della mano e membro del team, ha aggiunto: “Cahill è felice di questa nuova esperienza, ma ora dovrà attendere giorno per giorno che tutto si ristabilisca”. La famiglia del donatore, colpita dal lutto durante la festa del Natale, ha deciso di compiere questo atto straordinario ricavando da un evento luttuoso un grande atto di solidarietà e umanità. Il team ha lavorato in stretto contatto con il Servizio Sanitario Nazionale per il sangue e i trapianti, oltre che con i colleghi di Lione (Francia) che sono stati pionieri nel 1998 del primo trapianto di mano. La ricerca di una mano idonea era iniziata due anni fa, fino a che hanno avuto notizia, nella serata di Santo Stefano, di un arto compatibile. Esistono posizioni diverse, comunque, sui trapianti di arti. I pazienti, infatti, devono assumere forti farmaci per tenere a bada il sistema immunitario ed evitare il rigetto. Il caso è diverso per i trapianti di cuore, fegato o polmoni, in quanto si tratta di rischiare l’operazione o di morire certamente. Ma per quanto riguarda una mano, il paziente può tranquillamente continuare a vivere anche se gli viene amputata. Per Cahill si era anche ipotizzato di sostituire la mano malata con un arto artificiale. Ora avrà bisogno da sei mesi ad un anno per riabilitare tutti i nervi alle loro funzioni.

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