Il flop dei pneumatici sott’acqua

Il flop dei pneumatici sott’acqua



Ripescati migliaia e migliaia di pneumatici usati dal fondale di fronte alla Costa Azzurra. L’operazione si è conclusa l’altro ieri. Ma i copertoni non erano lì per caso. Gli ambientalisti francesi nel 1980 hanno versato in mare, di fronte al Golfe-Juan, circa 3.500 metri cubi i pneumatici usati nel tentativo di creare un habitat per la fauna marina del posto. L’idea era stata copiata dagli americani che nel 1972 avevano disseminato di pneumatici il fondale della Florida di fronte a Fort Lauderdale con l’intento di fornire scogli artificiali agli animaletti marini. I francesi si erano prima consultati con le Associazioni della Pesca per concordare le località. In totale sono stati creati 90.000 metri cubi di scogli artificiali nei mari francesi. Il metodo è stato seguito negli anni anche da altri Stati, fra i quali il Giappone è quello che ne ha fatto maggior uso arrivando a 20 milioni di metri cubi di scogli artificiali sott’acqua. Purtroppo l’iniziativa ha avuto poco successo, in quanto queste finte barriere hanno colonizzato poco o niente. Per di più, le correnti marine in tutti questi anni hanno disperso i pneumatici rovinando il paesaggio marino e creando intralcio alla crescita di coralli e alghe. C’è anche chi prospetta un rilascio di idrocarburi nel tempo da parte dei copertoni. Per tutte queste ragioni la Francia ha pensato di ripescare dal mare questa prima tranche di pneumatici e controllare l’evolversi dell’ambiente marino liberato. Una nave si è recata sul posto, dei sommozzatori hanno agganciato 20-30 pneumatici al colpo e dalla nave ne hanno issati a bordo a migliaia.

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