Il DNA per la prima volta al microscopio

Il DNA per la prima volta al microscopio



Un microscopio elettronico ha catturato la più famosa elica della storia: il DNA. Tra non molto sarà possibile ai ricercatori vedere come le proteine, l’RNA e le altre biomolecole interagiscono col DNA. Finora è stato possibile “vedere” il DNA utilizzando la cristallografia a raggi X. Ciò comporta un elaborato sistema di individuazione di punti per formare un’immagine sulla pellicola fotografica. Le nuove immagini, invece, sono molto più evidenti in quanto sono un’immagine diretta dei filamenti del DNA, anche se vista con elettroni anziché con fotoni. Il trucco usato da Enzo di Fabrizio e il suo team, presso l’Università di Genova, è stato quello di stendere i fili del DNA su una struttura di nanoscopici “pilastrini” di silicio. Il team ha sviluppato un modello di pilastrini estremamente idrorepellente, il quale permette l’evaporazione veloce dei liquidi, nei quali viene immerso il DNA, lasciandone in bella vista i filamenti. Il team ha anche praticato dei piccoli fori nella base della struttura attraverso la quale brillavano fasci di elettroni che hanno permesso immagini ad alta risoluzione. I risultati rivelano il filo dell’elica DNA chiaramente visibile. Attualmente, tuttavia, il metodo funziona solo con “corde” di DNA costituite da sei molecole avvolte attorno ad una settima che funge da nucleo. Questo perché l’energia degli elettroni è così forte da rompere la molecola di DNA. In futuro, l’utilizzo di rivelatori più sensibili in grado di utilizzare l’energia degli elettroni ad un livello più basso dovrebbe permettere ai ricercatori di vedere le doppie eliche e tutte le connessioni fra di loro.

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