Il Dalai Lama e le donne

Il Dalai Lama e le donne



A mescolare la religione con il genere sessuale si ottiene spesso un mix tossico. L’Inghilterra ha i suoi problemi nel decidere se fare vescovi anche le donne e papa Francesco, la sera del giovedì santo, ha lavato i piedi a due donne, anche se la liturgia prevedeva solo piedi maschili. Ma quando la giornalista Cathy Newman ha intervistato il Dalai Lama per Channel 4 News e gli ha chiesto se sarebbe contento che il suo successore fosse donna, ha risposto “si” senza esitazione. Nel suo inglese stentato ha detto: “Penso che sarebbe una buona cosa perché, anche biologicamente, la donna è più portata a sviluppare affetto, amore. Anche gli scienziati dicono che il genere femminile è più propenso all’amore, alla compassione. Siamo nel 21° secolo ed è giusto che la donna abbia un ruolo più attivo in questo campo”. Durante l’intervista, la giornalista gli ha chiesto se un giorno vorrà fare come papa Benedetto XVI e lasciare quando sarà vecchio e stanco, ma ha detto che non lo farà. Tralasciando questa eventualità, nel caso dei Dalai Lama il problema più grande è quello di trovare ogni volta il sostituto. Il nuovo capo religioso emerge dopo la ricerca da parte degli alti Lama. Tradizionalmente, essi cercano un bambino nato nello stesso tempo in cui il Dalai Lama viene a morire. Questo può richiedere anche anni di ricerche, prestando attenzione a segni misteriosi. Possono anche avere dei sogni che indicano dove può essere nato il futuro Dalai Lama, come pure osservare la direzione presa dal fumo generato dalla cremazione del defunto Dalai Lama per capire in quale direzione iniziare le ricerche. In teoria, comunque, mentre le donne cattoliche sono escluse dal divenire papa, il buddismo è più disponibile. Forse il commento del Dalai Lama sta ad indicare il desiderio di un reale cambiamento. Egli fa notare che anche fra gli alti Lama, che come già detto hanno il compito di trovare il nuovo Dalai Lama, ci sono state anche donne. Nel suo libro, “Dakini Power”, Michaela Haas osserva che nel buddismo molte donne stanno avanzando nei gradi dell’istruzione e chiedono il riconoscimento del loro stato. Il Dalai Lama stesso si definisce “femminista”e le sue aperture potrebbero avere realmente un peso, a suo tempo, nella ricerca del suo sostituto. In passato ha affermato che uomini e donne sono eguali nell’educazione, nell’intelligenza e nella ragione, per questo siamo oggi giustamente in un’era di eguaglianza fra i sessi. Andando oltre, dice che il bisogno di una società più buona e altruista ci sta forse portando ad un’era della donna.

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