Il colesterolo buono non sembra poi così buono

Il colesterolo buono non sembra poi così buono



La rivelazione che le lipoproteine ad alta densità, o HDL, siano il “colesterolo buono” ha subito un duro colpo. Uno studio che ha coinvolto oltre centomila volontari ha utilizzato strategie diverse per vedere se le mutazioni genetiche che hanno aumentato i livelli di HDL hanno anche diminuito il rischio di malattie cardiache. In tutti i casi la risposta è stata un sonoro NO. I ricercatori sono rimasti scioccati quando hanno visto i dati. Ora è il loro turno per colpire i sostenitori di HDL e le case farmaceutiche cher incassano un mare di soldi con la mania dell’HDL. Lo studio, che è stato recentemente pubblicato sulla rivista The Lancet, sta provocando molto scalpore nel campo medico. Come il dottor James de Lemos (University of Texas Southwestern Medical Center) ha detto al New York Times: “Direi che l’ipotesi HDL è alle corde in questo momento”. Allora, come starebbero le cose? Studi precedenti hanno mostrato che gran parte di ciò che aumenta il nostro rischio di malattie cardiache, come l’obesità, la mancanza di esercizio fisico, il fumo e la resistenza all’insulina, sono correlati ad un basso livello di HDL. E’ stata una conclusione logica, quindi, che per i livelli di HDL maggiori potremmo diminuire tali rischi. Ma la correlazione non è automatica e la conclusione dello studio attuale è che minor HDL nel sangue significa semplicemente un aumentato rischio per malattie cardiache, ma il livello di HDL non influisce sulle malattie cardiache. Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte per la popolazione mondiale. Sono responsabili del 30 per cento di tutti i decessi, costando la vita a quasi 16 milioni di persone nel 2008. I giganti farmaceutici hanno tutti la propria versione di “statine” per abbassare il colesterolo: Merck Zocor, Crestor di AstraZeneca e Lipitor di Pfizer, che è diventata la droga più redditizia di tutti i tempi: se ne vende per oltre 100 miliardi di euro l’anno. Non c’è da meravigliarsi che le Aziende vogliano frenare i risultati dello studio sui reali effetti delle statine.

Via