Il colera imperversa ad Haiti

Il colera imperversa ad Haiti



L’uragano Sandy non ha ancora terminato di fare vittime ad Haiti, anche se indirettamente. Il suo passaggio ha infatti rafforzato l’epidemia di colera che ha colpito il Paese dopo il sisma del gennaio 2010. Dopo il passaggio del ciclone, che ha ucciso almeno 54 persone causando danni materiali per quasi 600 milioni di euro, Haiti ha già registrato 44 morti dovuti al colera. Più di 5.000 persone sono state trattate per la malattia nelle ultime due settimane, ha annunciato ieri il Ministero della Salute haitiano. Dopo il sisma del 2010 il colera ha contagiato 330.000 persone delle quali 7.600 sono morte. Oggi siamo di fronte a un numero crescente di casi di colera rispetto alla tendenza generale. Si è passati da una media di 44 casi al mese a circa 200 casi dopo l’inizio della stagione delle piogge (mese di agosto). Sandy ha ulteriormente aggravato questa situazione. Nelle aree direttamente colpite dal ciclone, in particolare nel sud, alcuni centri di cura sono stati colpiti e occorrerebbero nuove tende a apparecchiature per la lotta contro la malattia. L’epidemia è provocata dalla mancanza di acqua potabile e dalle acque reflue. Durante le forti piogge, inoltre, vengono inquinate anche le fonti d’acqua pulita; feci e detriti vengono sparsi ovunque. Nelle aree rurali spesso non esistono servizi igienici. Dal 2010 il colera non è stato debellata e si prevede che vi rimarrà per altri anni. Le Autorità haitiane stanno lavorando ad un piano per sradicare il colera nell’arco di 10 anni. Ciò comporta l’insegnamento e l’apprendimento di regole di igiene, ma anche la necessità di costruire nuovi impianti per l’acqua potabile e strutture igienico-sanitarie. Ma ci troviamo di fronte al cane che si morde la coda: il Governo non ha soldi per pagare il personale né per le opere necessarie, per cui si spera e si continua a morire.

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