Il caffè è buono, i bevitori meno

Il caffè è buono, i bevitori meno



Gli anziani che bevono caffè hanno un rischio minore di morte di circa il 10 per cento, secondo un ampio studio basato sull’osservazione di oltre 400.000 persone e pubblicato sul “The New England Journal of Medicine”. Lo studio, che ha seguito volontari tra i 50 e i 71 per un periodo di 14 anni, ha esaminato le cause più comuni di morte, tra cui malattie cardiache e respiratorie, ictus, lesioni per incidenti, diabete e infezioni. Tuttavia, mentre sarebbe facile trarre la conclusione che bere caffè aiuta a vivere più a lungo, i dati dello studio mostrano in realtà che muoiono di più i giovani bevitori di caffè. Perché? Poiché un certo numero di cattive abitudini e detrimenti alla longevità sono associati con il consumo di caffè, negando probabilmente i benefici del caffè. Lo studio è stato condotto da ricercatori presso il National Cancer Institute. I dati sono stati raccolti tramite un questionario di base che valuta le caratteristiche demografiche e lo stile di vita associato a una dieta. I volontari vengono poi monitorati fino alla loro morte a o al termine dello studio. Dai dati emerge che il caffè, non è una novità, è anche veicolo di cattive abitudini che accorciano la vita. Per esempio, i bevitori di caffè (cosa buona) sono più inclini a fumare sigarette (pratica dannosa), a consumare più bevande alcooliche al giorno (brutta abitudine) ed a consumare più carne rossa (aumento del colesterolo). Inoltre, i bevitori di caffè, grazie all’effetto corroborante, sono meno propensi all’attività fisica e consumano poca frutta e verdura. I bevitori di caffè, nel mondo, sono stimati in oltre 1 miliardo; ecco perchè il caffè ed i suoi effetti sulla salute sono sotto la lente da molto tempo. É noto che il caffè aiuta a combattere la depressione, a prevenire il diabete, a proteggere il fegato dalla fibrosi e, generalmente, a combattere il cancro. Ma allora, il caffè è una medicina e va bevuto oppure è dannoso e va evitato? Non è semplice rispondere a questa domanda. Oltre a tener conto dei “vizi” che può portare l’assumere caffè, c’è il problema dei composti che vengono creati nel caffè durante la torrefazione: più di 1.000! Alcuni sono noti come antiossidanti, ma almeno 19 sono veicoli cancerogeni. I composti sono i responsabili del gusto e dell’aroma; non è stato ancora possibile valutarli tutti e le cose rimarranno così ancora a lungo. C’è poi un annoso problema che i ricercatori non nascondono: il caffè aiuta effettivamente a vivere più a lungo oppure fa semplicemente parte delle abitudini alimentari dei longevi? Tornando ai dati iniziali, se il caffè sembra allungare la vita del 10%, la longevità può essere migliorata ancor più imparando a bere il caffè senza zucchero e senza latte, sostanze dannose, specie se si è abituati a bere 4-5 tazzine al giorno.

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