I robot stanno per rubarti il lavoro?

I robot stanno per rubarti il lavoro?



Guidi un autobus? Tra 25 anni potresti esser senza lavoro, rimpiazzato da un robot. Lavori in un magazzino? Ancora peggio. Cassiere in un supermercato? Non hai via di scampo… Gli economisti concordano sul fatto che la tecnologia stia trasformando il mercato del lavoro, distruggendo intere categorie di posti di lavoro a vantaggio dell’automatizzazione. All’annuale riunione dell’American Association for the Advancement of Science (AAAS) che si tiene in questi giorni, scienziati ed esperti di etica delle macchine sono concordi sul fatto che per il 2045 l’incidenza dell’uomo nelle lavorazioni sarà del 50%. Oggi siamo attorno al 60%.

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Chi saranno i perdenti? I lavoratori della fascia media. Gli avvocati, i medici, i programmatori, i progettisti ecc. non saranno sostituibili perché esercitano professioni che implicano creatività e quindi difficilmente programmabili, come pure certi lavoratori di fascia bassa per i quali conviene pagare un basso salario che non inventare costosi robot (es: braccianti agricoli, camerieri…). Ma per tutte le lavorazioni intermedie è in agguato un possibile robot che lavora senza sbagliare, 24 ore al giorno, senza contratti sindacali ecc. Secondo un recente rapporto della Oxford Martin School, l’automazione arriverà a minacciare il 69% dei posti di lavoro in India e il 77% dei posti di lavoro in Cina, rispetto ad appena il 47% dei posti di lavoro negli Stati Uniti, anche se viene precisato che non esiste ancora un modo certo per misurare complessivamente questo tipo di rischio. Ma la trasformazione è in corso e bisogna pensarci seriamente: cosa faranno gli uomini quando le macchine saranno in grado di eseguire quasi tutto?

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