I regali riciclati

I regali riciclati



Compleanni, lauree, Natale, Festa della mamma, Festa del Papà, primo, secondo, terzo matrimonio, cerimonie varie: l’anno è pieno di occasioni per dare e ricevere regali. Così stando le cose, si può biasimare uno perchè reincarta e ricicla un dono ricevuto? Nel numero di giugno di Psychological Science, una rivista di Association for Psychological Science, i ricercatori della Stanford Graduate School of Business presentano un lavoro appena ultimato nel quale è stato esaminato il riciclaggio sia dal punto di vista del donatore che del ricevente. Nel corso di ben cinque ricerche hanno cercato di capire se un regalo riciclato, che è ancora un tabù sociale, sia davvero così offensivo per chi lo riceve. “Il riciclaggio non è una cattiva abitudine – ha detto Gabrielle Adams della London Business School – ma un modo per garantire che i regali vengano passati a chi saprà veramente goderne. La gente non dovrebbe aver paura di regalare un dono che hanno ricevuto a qualcun altro”. In uno di questi studi, 178 partecipanti sono stati divisi nei ruoli di donatori e riceventi. L’oggetto  era un orologio regalato in occasione di una laurea. Ai donatori è stato chiesto di immaginare che l’orologio da loro regalato è stato poi riciclato dal ricevente oppure buttato via. Le reazioni di offesa ad ogni scenario sono state valutate in scala da 1 a 5, che andavano da “molto poco” a “molto offeso”. Ne è risultato che i donatori sono meno offesi se il loro dono viene riciclato piuttosto che buttato via. I riceventi, invece, sono convinti che il donatore rimanga ugualmente deluso al sapere che il suo regalo viene riciclato oppure buttato. Ossia, il riciclaggio equivale a buttare il regalo. Come mettere d’accordo tutti? Visto che piano piano sta crollando il tabù del riciclaggio, sarebbe opportuno istituire una Giornata del regalo riciclato; sarebbe un modo per convincere le persone che un regalo riciclato non è un gesto offensivo, ma il desiderio che un dono, che proprio non ci serve o che possediamo già in abbondanza, possa fare la felicità di un’altra persona.

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