I pazienti allo stato vegetativo forse sentono dolore

I pazienti allo stato vegetativo forse sentono dolore



Alexandra Markl, della Clinica Schön di Bad Aibling (Germania), assieme ad altri colleghi ha studiato le condizioni delle persone che vivono allo stato vegetativo le quali, si crede, non proverebbero emozioni né dolore. Alcuni possono anche eseguire movimenti riflessi, ma questi non possono provare la loro consapevolezza. Lo studio si è concentrato sulle aree del cervello delegate agli aspetti emotivi del dolore e esistono nel cervello due distinte reti neuronali che lavorano insieme per rilevare le sensazioni di dolore. Studi precedenti sulle attività della rete sensoriale-discriminativa, utilizzando le scansioni PET, sembrano confermare una mancanza di consapevolezza nei pazienti. Ma ora il dott. Markl e colleghi hanno trovato prove di attività correlate a questa rete sensoriale. La sua squadra ha dato piccole scosse elettriche moderatamente dolorose a 30 pazienti allo stato vegetativo mentre veniva scansionata la loro rete sensoriale-discriminativa. Di questi, 16 hanno mostrato qualche segno di attivazione cerebrale, dei quali 7 nella rete sensoriale e 9 nella rete affettiva. Dopo questi risultati c’è da chiedersi se si deve cambiare qualcosa nel rapporto con quei pazienti che mostrerebbero qualche grado di consapevolezza. “Non credo che questo studio potrà cambiare l’approccio clinico con le persone alle stato vegetativo – dice Donald Weaver della Dalhousie University di Halifax, che però non è stato coinvolto nello studio – ma è certamente di stimolo per continuare la ricerca”. Boris Kotchoubey, dell’Istituto di Psicologia Medica e Neurobiologia Comportamentale di Tübingen (Germania), ha lavorato allo studio con il dottor Markl e dice che molto dipende dal fatto che i neurologi siano pronti o meno ad accettare metodi alternativi nei casi di disturbi della coscienza. Kotchoubey è fiducioso che le cose cambieranno. “So che molti medici che lavorano con tali pazienti sono stati incaricati di trattare i loro pazienti come se fossero in grado di percepire le emozioni, il dolore, l’ambiente attorno”. Ma non tutte le persone sono trattate a questo modo. La stessa equipe di Alexandra Markl prima di questo studio ha eseguito una tracheotomia su di un paziente allo stato vegetativo senza alcuna anestesia. Infatti, dato che queste persone sono ritenute incapaci di provare dolore, non è richiesto ai medici di usare anestetici.

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