I calvi più esposti al tumore della prostata?

I calvi più esposti al tumore della prostata?



Gli uomini che sulla quarantina diventano calvi sarebbero più esposti ad ammalarsi precocemente di cancro alla prostata, stando ad una nuova ricerca. Sarebbero di questo parere gli scienziati australiani che hanno studiato la calvizie di circa 10.000 uomini. I motivi non sono chiari, ma studi precedenti indicano che il fatto potrebbe essere collegato ad un alto livello di testosterone, ormone che può innescare lo sviluppo di cellule cancerose nella prostata come pure la caduta dei capelli. Chi studia la calvizie ritiene, da tempo, che sia un alto livello di testosterone ad agire sul follicolo del capello inibendone la crescita. Le statistiche inglesi (popolazione simile all’Italia) dicono che ogni anno vengono diagnosticati 32.000 nuovi casi di tumore alla prostata e ne muoiono 10.000 uomini: uno all’ora. Gli esperti del Cancer Council di Victoria (Australia) hanno monitorato 9.448 uomini che prendevano parte ad un studio a lungo termine sulla qualità della salute, chiamato Melbourne Collaborative Cohort study. Ai volontari, tra i 40 ed i 69 anni, è stato chiesto di registrare la variazione della quantità dei loro capelli dai 20 anni ai 40. I ricercatori hanno poi monitorato le persone per vedere la correlazione, negli anni, tra la perdita di capelli e l’insorgere del tumore alla prostata.  I risultati, pubblicati sul Cancer Epidemiology, Biomarkers and Prevention journal, mostrano che gli uomini quasi calvi a 40 anni avrebbero una significativa possibilità di contrarre un precoce tumore alla prostata, tra i cinquanta e i sessanta anni. Una conferma indiretta viene da un’indagine dello scorso anno; confrontando le biopsie prostatiche si è notato che quelle sospette appartenevano in gran parte a uomini con calvizie. Altre ricerche mostrano che i calvi sono anche più a rischio di un’altra malattia della prostata chiamata “iperplasia prostatica benigna”, o BPH. Si determina quando la prostata si allarga, di solito come conseguenza del processo di invecchiamento, fino a premere sull’uretra, il tubo che trasporta l’urina. Il primo segno è di solito la difficoltà di minzione, o la difficoltà di partenza, anche quando la vescica è piena.

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