I bambini piccoli sanno riconoscere le ingiustizie

I bambini piccoli sanno riconoscere le ingiustizie



I bambini di età inferiore ai 19 mesi si offendono quando vedono manifestazioni di ingiustizia. Quando un bambino, vedendo che il fratello riceve una fetta di torta più grande, dice: “Non è giusto!” non lo fa solo per egoismo, ma per equità. I bambini hanno un acuto senso della giustizia, una caratteristica che la ricerca dimostra essere una parte innata della moralità umana. L’ultimo studio in merito, pubblicato su Psychological Science, ritiene che i bambini vengono disturbati da episodi di ingiustizia anche quando non sono direttamente coinvolti. “Abbiamo scoperto che i bambini di età tra i 19 e 21 mesi hanno una aspettativa generale di giustizia” ha detto in una dichiarazione Stephanie Sloane, laureato presso l’Università dell’Illinois e facente parte del gruppo di ricerca. Nella prima serie di esperimenti, 48 bambini di 19 mesi sono stati testati singolarmente mentre erano seduti in braccio alle loro mamme. Hanno presentato uno spettacolo di marionette che vedeva coinvolte due giraffe. Ad un certo punto compare una mano sul palco che dice: “Ho dei giocattoli!”. E le due giraffe dicono: “Si, si”. Ecco che la mano riappare con due giocattoli e ne dà uno a testa alle giraffe. Più tardi la scena si ripete, ma la mano dà i due giocattoli ad una sola giraffa. A questo punto le giraffe fissano i giocattoli e rimangono immobili. I ricercatori hanno esaminato il comportamento dei bambini ed hanno rilevato che la maggior parte di loro rimaneva fissa dopo il secondo esperimento per vedere come andava a finire con i due giocattoli dati ad una sola giraffa! Questo dimostra che i bambini avevano capito che era in atto una ingiustizia e aspettavano che le cose fossero rimesse a posto. “Pensiamo che i bambini abbiano in se uno schema innato delle aspettative generali su cosa è giusto” – ha detto Sloane – ma che questi principi possano in seguito essere modificati a seconda dell’ambiente e del contesto in cui vivono”. Un secondo esperimento è stato eseguito davanti a bambini di 21 mesi. Due adulti erano seduti in una stanza e tra loro c’era un mucchio di giocattoli. Entra nella stanza una terza persona la quale dice che, se i giocattoli verranno rimessi in uno scatolone, le due persone avranno un omaggio a testa. Quindi esce. La scena riprende con i due adulti che si danno da fare per mettere i giocattoli nello scatolone; rientra la persona e dà un omaggio a testa. Più tardi viene ripetuta la scena, ma solo uno degli adulti rimette i giocattoli nello scatolone mentre l’altro non fa nulla. Rientra la persona che vede il lavoro eseguito e dà un omaggio a ciascuno degli adulti. I bambini si sono immediatamente bloccati, mostrando chiaramente che la cosa non andava bene e non fosse giusto che anche il lavativo avesse ricevuto il premio. Ma questo modo di ritenere una cosa giusta o meno non è solo dei bambini. Anche i cani hanno mostrato che, se dopo lo stesso comando un altro riceve un premio migliore, smettono di rispondere ai comandi. Eppure sono soliti giocare senza aspettarsi un premio. Evidentemente capiscono che, se c’è un premio, deve essere proporzionato ed equo. Le scimmie hanno mostrato lo stesso atteggiamento. Se vedono un compagno ricevere un premio migliore, lasciano perdere quello che avevano poco prima ricevuto felicemente.

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