HIV: siamo ad una svolta?

HIV: siamo ad una svolta?



La notizia della completa guarigione dall’ HIV del bambino del Mississippi ha provocato grande eccitazione, ma è probabile che non significhi molto per quelli già infettati. Anche gli scienziati coinvolti nella ricerca di una cura per HIV hanno preso coraggio alla notizia di questo bambino di due anni, che aveva il virus dalla nascita, e che ora sembra definitivamente guarito. Ma che sia veramente una grande notizia? È stata veramente scoperta una cura per l’HIV? Purtroppo no, anche se il caso indica una strada da esplorare da parte degli scienziati. Per quelli già infettati e per tutti quei bambini nati già con il virus dell’HIV le cose non cambieranno di molto. Il bambino del quale tutti ora parlano è rimasto infettato perché la madre, all’inizio della gravidanza, non sapeva di essere contagiata. Se si fosse sottoposta al test, le avrebbero fatto assumere dei farmaci antivirali ed il bambino sarebbe stato fatto nascere con taglio cesareo. Con un piccolo e breve trattamento successivo si sarebbe comunque impedita la trasmissione del virus da madre a figlio. Invece, quando i medici hanno saputo che la madre aveva l’HIV era troppo tardi per il pacchetto convenzionale standard. Hanno quindi pensato di attuare un piano B: bombardare il bambino con un cocktail di tre farmaci immediatamente. I farmaci devono aver colpito così duramente che il bambino è oggi libero dal virus. Tracce rimangono, ma sono inattive. Altri bambini sono sotto lo stesso trattamento e il virus è fermo,  ma ad oggi non è possibile conoscere se sono  guariti o se sono i farmaci a tenere inattivo il virus. Un solo caso di bambino guarito completamente non può considerarsi una regola, ma rimane una eccezione. Potrebbero anche essere intervenuti altri fattori, propri dell’organismo del bambino, per cui è sortito l’effetto guarigione. Speriamo che gli scienziati, sulla scia di questa cura, possano determinare uno standard per tutti i feti nelle condizioni di questo bambino del Mississippi. Parliamo in particolare per i Paesi in via di sviluppo, perché nei Paesi più ricchi le donne incinte vengono da subito testate per l’HIV e viene quindi impedita l’infezione ai neonati. In Inghilterra vengono così risolti più del 98% dei casi. Numeri ben diversi per i Paesi poveri; nel 2008, il dato più recente, sono nati ben 430.000 bambini infettati. Il dato è in calo, ma sono numero che comunque indicano la disperazione di tanti genitori e figli. Il modo per ridurre queste cifre, specie nell’Africa sud-sahariana, è sempre quello in uso nei Paesi sviluppati, ma in quelle aree è quasi impossibile, oggi, far trovare il medico e le medicine giuste nel posto e nel momento giusto.

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