Gravidanza, pesce e BMI dei bambini

Gravidanza, pesce e BMI dei bambini



Donne in gravidanza che hanno consumato pasti a base di pesce per più di 3 volte la settimana, darebbero alla luce bambini con un rischio maggiore di obesità, riporta una ricerca pubblicata ieri. Nello studio pubblicato sul Journal of American Medical Association (JAMA) si fa presente, statisticamente, la relazione fra la maggiore assunzione di pesce e la probabilità di obesità nella prole, anche se causa/effetto non è stata ancora studiata. Le donne incinte sono spesso preoccupate circa la corretta assunzione di pesce durante la gravidanza, perché da un lato fa bene nello sviluppo del cervello del feto, ma dall’altro implica assunzione di mercurio metilico che a certe quantità può rivelarsi dannoso. Non è il caso di speculare, ma certamente tener presente questa possibilità. La ricerca, condotta dalla dott.ssa Leda Chatzi presso l’Università di Creta, ha analizzato i dati provenienti da 26.000 donne incinte, europee e statunitensi. Lo studio ha registrato il consumo di pesce durante la gravidanza e il tipo di sviluppo dei bambini dalla nascita fino all’età di 6 anni. La quantità di pesce consumato andava da 0,5 volte la settimana per il Belgio a 4,45 volte in Spagna. Ne è risultato che le donne che hanno consumato pesce almeno 3 volte la settimana hanno dato alla luce dei bambini con valori di BMI (indice di massa corporea) che a 2, 4 e 6 anni erano superiori rispetto a quelli nati da donne che hanno mangiato meno pesce. Fin qui la statistica. Lo studio non ha esaminato il tipo di pesce mangiato, né la concentrazione di mercurio metilico presente. Il messaggio che lo studio vorrebbe passare è che sarebbe meglio, per le donne incinte, non superare le 3 porzioni settimanali di pesce.