Grandi speranze dalle cellule T

Grandi speranze dalle cellule T



Compie 11 anni, e con successo, una terapia sperimentale per gli ammalati di UIV. Recentemente i ricercatori hanno pubblicato un resoconto sull’andamento degli esami clinici riguardanti 43 pazienti seguiti in questo periodo di tempo. Tutti sono in salute e 41 di essi confermano che il trattamento ricevuto da oltre un decennio continua ad essere efficace. La terapia è basata sul trattamento delle cellule T, appartenenti ai globuli bianchi, che sono in grado di combattere le infezioni ed i tumori. In queste cellule viene aggiunto un vettore retrovirale; questa modifica consente alle cellule T di riconoscere, una volte reimmesse nell’organismo, le cellule ammalate e di attaccarle. Queste cellule modificate sono state iniettate ai 43 pazienti tra il 1998 ed il 2002. Uno dei rischi maggiori della terapia genetica è che il DNA modificato che viene reinserito nel corpo possa convertire le cellule sane in malate. É già successo che cellule modificate abbiano scatenato la leucemia ma, dicono i ricercatori, si trattava di cellule staminali del sangue. Sembra invece che la cellula T sia perfetta per la modificazione genetica. Questo è quanto ha dichiarato il dottor Carl June, leader della ricerca. Lo affianca Bruce Levine, capo della Clinical Cell and Vaccine Production Facility dell’Università della Pensylvania ed i risultati sono appena stati pubblicati su “Science Translational Medicine”. Il fatto che questa terapia continui ad essere efficace dopo 11 anni è un bel passo avanti nella lotta contro l’HIV. I 43 pazienti sono in salute e questa è una prova evidente. Nel passato, ad alcuni pazienti sono state date delle medicine come complemento alla cura perchè non si conosceva il livello di accettazione delle cellule T da parte dell’organismo, ma dopo tutto questo tempo è chiaro che il corpo accetta di buon grado queste cellule modificate, per cui si potrà aumentare la dose. I promettenti risultati di questi 11 anni fanno pensare che forse altre malattie possono essere curate con le cellule T modificate. I dottori June e Levine, incoraggiati da questi risultati, stanno infatti programmando le cellule T perchè possano individuare e distruggere le cellule leucemiche. In un articolo pubblicato lo scorso ottobre hanno segnalato come le cellule leucemiche in tre pazienti sono stati spazzate via in sole tre settimane. Come nel processo HIV, le cellule T sono state modificate per riconoscere e attaccare le cellule che esprimono una specifica proteina, la CD19, che è presente nelle cellule leucemiche ma non in quelle sane. Ma anche altre sperimentazioni sono in corso con le cellule T: è stato fermato il flusso di sangue di pazienti emofiliaci, è stata aiutata la vista al alcuni ciechi e ottenuti alcuni risultati cil Parkinson. La terapia con le cellule T sta dando quei risultati che da tempo la medicina sperava. Grazie a questi risultati, le terapie genetiche non sono più eccezioni ma stanno per diventare la norma.

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