Gli oceani di Marte

Gli oceani di Marte



L’Agenzia spaziale europea (ESA) ha fornito ulteriori prove che sembrano confermare la presenza, un tempo, di un oceano sulla superficie di Marte. Il potente radar MARSIS a bordo della sonda ESA Mars Express ha rilevato sedimenti come quelli che si vedono su un fondale oceanico. Già nel 1877 l’astronomo italiano Giovanni Schiaparelli, con l’aiuto di un telescopio da 22 cm, aveva prodotto una mappa dettagliata della superficie di Marte evidenziando quelli che per lungo tempo sarebbero stati chiamati “canali”, ma che niente hanno a che fare col concetto di “acqua”. Si tratta, infatti, di illusione ottica come ha dimostrato la sonda Mariner nel 1960. Il recente lavoro di mappatura della superficie del pianeta rosso induce a ritenere che una volta ci fosse realmente acqua sulla sua superficie. “MARSIS penetra in profondità nel terreno esaminando i primi 60 – 80 metri del sottosuolo del pianeta”, dice Wlodek Kofman leader del team radar presso l’Istituto di Planetologia e Astrofisica di Grenoble (IPAG). “In tutto questo spessore vediamo le prove di materiale sedimentario e ghiaccio”. I sedimenti rilevati da MARSIS sono aree di bassa riflettività radar, che in genere indica materiali granulari a bassa densità solitamente erosi dall’acqua e portati alla loro ultima dimora. “Interpretiamo questi strati come depositi sedimentari, magari ricchi di ghiaccio. Si tratta di una forte indicazione circa la presenza, in questo luogo, di un antico oceano”, dice Jérémie Mouginot dell’IPAG. Oggi si tende a considerare la possibilità che nel passato di Marte ci siano stati due oceani, il primo circa 4 miliardi di anni fa ed il secondo un miliardo di anni dopo. Quest’ultimo deve essere durato poco più di un miliardo di anni e poi è stato riassorbito nella profondità o evaporato e disperso i vapori nell’atmosfera. “Io non credo che l’oceano sia potuto durare quanto basta per dare origine alla vita”, commenta. Ma l’ESA dice che i risultati riportati da MARSIS evidenziano che grandi masse d’acqua sono esistite su Marte e che l’acqua in forma liquida ha giocato un ruolo importante nella storia geologica marziana. “Con l’aiuto di Mars Express, nella ricerca di acqua su Marte abbiamo potuto contare su innumerevoli immagini e dati mineralogici, nonché misure dell’atmosfera marziana. Ora abbiamo anche la vista del sottosuolo grazie a MARSIS”, afferma Olivier Witasse della ESA. “Questo aggiunge nuovi pezzi al puzzle, ma rimane la domanda: dov’è finita tutta l’acqua?”.  La sonda Mars Express, lanciata nel 2003, ha ottenuto cinque proroghe della missione (fino al 2014). L’ESA spera di poter avere, entro quella data, delle esaustive risposte sugli oceani di Marte.

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