Gel per bloccare l’emorragia

Gel per bloccare l’emorragia



Il sangue, la nostra linfa vitale, viene incentivato a scorrere il meglio e più velocemente possibile all’interno del nostro corpo. Ma quando interviene un taglio o una lesione, l’organismo fa di tutto per impedire il flusso di sangue attraverso la lesione. Ma non è una cosa semplice e può accadere le piastrine non riescano a produrre una diga in tempo e il paziente muoia per dissanguamento. Del resto, non è semplice bloccare lo scorrere del sangue quando, fino ad un attimo prima, si era fatto di tutto per farlo scorrere! E su un campo di battaglia succede spesso. Ora, un team di scienziati della Texas A & M, di Harvard e del MIT hanno sviluppato un gel iniettabile che utilizza nano-piastrine sintetiche per fermare l’emorragia. Questo gel è composto da piastrine di 20-30 nanometri di diametro, ma solo 1 nanometro di spessore (1 millimicron). I bordi sono caricati positivamente, mentre le facce sono negative. Si attirano perciò creando in breve uno strato compatto e impermeabile. In laboratorio il tempo di coagulazione è risultato il 77% inferiore a quello delle piastrine naturali. I problema è assicurarsi che il gel si limiti a sigillare la ferita e nient’altro. Nella sperimentazione animale, le cavie sono sopravvissute circa un mese senza che le ferite sanguinassero. Inoltre, il gel è biodegradabile e può essere riassorbito dalla ferita senza bisogno di intervento chirurgico. Ingegnere biomedico Akhilesh Gaharwar, autore principale dello studio, dice che un giorno i soldati potranno portare al seguito le siringhe precaricate da iniettarsi quando non è fruibile altro aiuto. Forse tra 5-7 anni le siringhe faranno parte della cassetta di pronto soccorso. Attualmente il gel è quindi in grado di chiudere la ferita, ma non può riavviare il processo di guarigione. È necessario invece, una volta fermata l’emorragia, che i tessuti danneggiati vengano riparati. Stanno ora provando a immettere nel gel delle molecole di segnalazione per riattivare i vasi sanguigni e consentire all’organismo di ricreare i tessuti danneggiati. Così, in futuro, quando i medici raggiungeranno i feriti sul campo di battaglia non dovranno provvedere a suturare una lacerazione ma solo… applicare un unguento sulla ferita! www.popsci.com

 

Categorie Scienza