Fumare allunga i tempi di guarigione delle fratture

Fumare allunga i tempi di guarigione delle fratture



In aggiunta agli effetti deleteri su cuore e polmoni, le sigarette ritardano la ricostruzione del tessuto osseo aumentando il rischio di complicanze, secondo uno studio condotto da ricercatori statunitensi della University of Medicine della Pennsylvania. La guarigione di una tibia rotta richiederebbe in media sei settimane in più  ad un fumatore rispetto a un non fumatore, hanno rivelato in occasione della riunione annuale della American Academy of Orthopaedic Surgery tenutasi alla fine del mese di marzo. I ricercatori hanno analizzato 20 studi condotti su un totale di 6.480 pazienti, compresi 1.457 fumatori. Tutti erano stati trattati per fratture varie (tibia, femore, anca, caviglia, omero, ossa lunghe degli arti), utilizzando diverse tecniche (fissazione esterna, fissazione interna della vite, piastra con viti, chiodi). Dalla loro analisi è emerso che la guarigione di una frattura nei non fumatori richiede mediamente 24,1 settimane, mentre per i fumatori sono richieste 6 settimane in più. Nel caso di frattura della tibia, il tempo lievita a 25,1 settimane per i non fumatori e 7 settimane in più per i fumatori. Analogamente succede per le complicanze. Il disagio provocato all’organismo dal tabacco, secondo la Società Francese di Chirurgia Ortopedica e Traumatologia (SOFCOT), dipende dal fatto che: “Il fumo provoca assorbimento di monossido di carbonio, il quale impedisce una sufficiente ossigenazione dei tessuti e la nicotina diminuisce la produzione di collagene. Principalmente per queste due azioni, la guarigione risulta più difficile ed i tempi allungati, col rischio di promuovere infezioni alle ferite chirurgiche”. Il fumo non è perciò un rischio solo per il cuore ed i polmoni.

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