Fin dove può colpire la Korea del Nord?

Fin dove può colpire la Korea del Nord?



Molte speculazioni circolano in questi giorni sul missile Musudan in dotazione alla Korea del Nord, che deriverebbe dal modello sovietico R-27 progettato nel 1960 per essere lanciato dai sottomarini. La variante prodotta dalla Korea del Nord, mostrata in una parata militare a Pyongyang nel mese di ottobre del 2010, sarà invece montata su camion di grandi dimensioni. Il Musudan è un importante passo in avanti nel campo missilistico della Korea del Nord, il cui cavallo di battaglia è stato finora il No-dong, con portata fino a 1.300 chilometri. Il No-dong è alimentato a kerosene, mentre per il Musudan viene utilizzato un propellente più potente: dimetil idrazina asimmetrica, (CH3)2N2H2. Se la Korea del Nord avesse messo a punto questa tecnologia, la serie Musudan potrebbe avere una gittata di 2500-4000 chilometri, sufficiente per colpire l’isola statunitense di Guam. Un recente test effettuato con questo missile è passato alto sul Giappone finendo al largo nel Pacifico. Anche se il Musudan sembra sia stato testato dall’Iran nel 2006, la Korea del Nord non può permettersi di lanciare un missile non testato direttamente, anche perché potrebbe esplodergli sulla rampa, come ritiene David Wright della Union of Concerned Scientists di Cambridge, Massachusetts. Nel mese di aprile 2012 sono stati mostrati in una parata a Pyongyang sei nuovi missili denominati KN-08. A prima vista sembravano diverse gamme di missili intercontinentali in grado di raggiungere i 10.000 chilometri, mettendo a rischio alcuni Stati americani della costa ovest. Tuttavia, due ingegneri missilistici, Markus Schiller e Robert Schmucker della società di consulenza Schmucker Technologie di Monaco di Baviera, dopo aver attentamente esaminato le immagini della sfilata ritengono che i missili KN-08 siano carcasse truccate per confondere gli analisti stranieri. Anche il missile utilizzato nel dicembre 2012 per inviare in orbita un satellite coreano denota che non sono ancora in grado di produrre vettori a lunga gittata. Dall’esame dei reperti del primo stadio recuperati dalla Korea del Sud, si è dedotto che il missile che ha portato in orbita il satellite era provvisto di 4 motori della classe Scud, più piccoli di quelli utilizzati dai No-dong. Quindi, con quella classe di motori non è possibile trasportare una carica oltre il Pacifico. “La configurazione non era quella che ci si aspetta da un missile balistico”, concorda il dottor Wright. Alcuni esperti di sicurezza ritengono che la Korea del Nord potrebbe mettere un ordigno nucleare su un No-dong, in grado di colpire la Korea del Sud ed il Giappone. Funzionari americani rimangono fiduciosi che ciò possa non accadere. Nel frattempo è stata approntata la difesa antimissile Aegis sia sul territorio americano che sulle navi giapponesi. Questi intercettori dovrebbero colpire eventuali missili in arrivo quando sono ancora sopra l’atmosfera. Il sistema Aegis durante i test ha eliminato 24 obiettivi su 30. Nel febbraio del 2008 ha inoltre distrutto un satellite spia americano, andato fuori orbita, che rischiava di ricadere sulle isole del Pacifico. Ma come si comporterà il sistema in caso di attacco vero? Secondo il dottor Ted Postol del Massachusetts Institute of Technology, la Korea del Nord non sarebbe in grado di fornire il Musudan di sofisticate misure di inganno, ma gli ingegneri coreani potrebbero con piccoli accorgimenti far in modo che gli stadi esausti si possano dividere in più pezzi creando confusione nel sistema Aegis. “Ci sono ancora tante incognite”, dice Postol.

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