Febbraio 1962: il primo americano in orbita

Febbraio 1962: il primo americano in orbita



La capsula, Friendship 7,  era arrivata a Cape Canaveral (in seguito Cape Kennedy) nell’agosto del 1961. I mesi che seguirono furono impiegati nella preparazione del lancio fino al 27 gennaio 1962, quando iniziò il count down. Ma da quel momento, e per una buona parte di febbraio, il conto alla rovescia fu interrotto più volte: 13, 14, 15, 16 febbraio. Le condizioni meteo non consigliavano il lancio del primo americano nello spazio. Finalmente, il 20 febbraio è iniziato il conteggio partendo da T-390 minuti. Non sono state ore tranquille, ma dense di interventi tecnici. A T-35 è iniziato il riempimento dei serbatoi con ossigeno liquido. A T-3 minuti il controllo è passato alla sala di controllo per dare il via alla missione, che è iniziata alle 09:47:39 ora locale. Il primo astronauta americano che avrebbe dovuto essere mandato nello spazio era un pilota della marina, John H. Glenn (18 luglio 1921) che si era arruolato dopo l’attacco di Pearl Harbour. Entrato in orbita, John H. Glenn ha dovuto fronteggiare un paio di problemi: una imbardata dopo la prima orbita, che lo ha costretto ad utilizzare i comandi manuali, ed il guasto di un interruttore del sistema di scudo termico. Ma la missione è andata bene e la capsula è ammarata, dopo 4 ore, 48 minuti e 27 secondi, alle 14:43:02, ad 800 chilometri sud-est di Bermuda. Aveva eseguito 3 orbite attorno alla Terra, eguagliando il russo Jurij Gagarin. A recuperarla c’era il cacciatorpediniere USS Noa. 21 minuti dopo aver ammarato, la capsula è stata issata a bordo della nave. La procedura prevedeva di aprire lo sportello superiore principale per far uscire l’astronauta, ma John H. Glenn aveva troppo caldo ed è uscito da solo dallo sportello di emergenza. Due anni dopo l’evento ha lasciato la Marina per la carriera politica e fu eletto come rappresentante dell’Ohio nel 1974, 1980, 1986 e 1992. All’età di 77 anni, nel 1998, ha accettato di ritornare in orbita a bordo dello Space Shuttle perché gli scienziati potessero monitorare le reazioni di un fisico anziano in orbita.  

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