Farmaco per il trattamento del tumore al seno in fase precoce

Farmaco per il trattamento del tumore al seno in fase precoce



Il comitato dell’americana Food and Drug Administration (F.D.A.) ha votato 13-0 per l’utilizzo di un farmaco della Genentech, il Perjeta, anche nello stadio precoce del tumore al seno. Lo scorso anno lo stesso farmaco era stato autorizzato nei casi avanzati; potrà essere utilizzato anche per trattare le pazienti prima di un intervento chirurgico per rimuovere la massa tumorale. Questo trattamento pre-operatorio potrebbe rendere non più necessaria l’operazione per alcuni tumori o ridurne la massa in modo da permettere una plastica conservativa del seno piuttosto che la rimozione completa. “Speriamo che le donne con un tumore al seno in fase iniziale possano vivere più a lungo e meglio”, ha detto il dottor Dr. Mikkael A. Sekeres, professore alla Cleveland Clinic con funzioni di presidente del comitato. La F.D.A. non ha ancora ufficializzato la cosa, ma i funzionari dicono che sarà a breve. Genentech, che fa parte della società svizzera Roche, stima che ogni anno almeno 15.000 donne americane, su circa 220.000 nuovi casi, potrebbero beneficiare del trattamento pre-operatorio con Perjeta. Trattamenti pre-operatori per i tumori al seno (chiamati neo-adiuvanti) ed altri tipi di tumori sono in atto da tempo, anche se i farmaci utilizzati sono off-label. I farmaci contro il cancro sono in genere testati dapprima in pazienti con malattia in stadio avanzato. Poiché queste pazienti sono più vicine a morire rispetto a quelle con malattia in fase precoce, ci vuole meno tempo per capire se un farmaco stia migliorando la sopravvivenza. Ma è risaputo che il cancro al seno metastatico è oggi praticamente incurabile. Si possono avere benefici dal trattare la malattia in fase iniziale, in genere dopo l’intervento chirurgico (terapia adiuvante). In questo caso i farmaci possono impedire il ritorno del cancro, curando in effetti la paziente. I primi dati sull’uso del Parjeta come neo-adiuvante saranno disponibili non prima del 2016. Il test neo-adiuvante della Genentech ha coinvolto circa 400 pazienti trattate per sole 12 settimane. Circa il 39,3% delle pazienti che hanno ricevuto Perjeta, più Herceptin e Taxotere, hanno avuto una risposta patologica completa, ossia che nessun tumore invasivo è stato rilevato nel loro tessuto mammario o in eventuali linfonodi rimossi. Per le pazienti trattate solo con Herceptin e Taxotere, solo il 21,5% ha avuto una risposta patologica completa. Non è chiaro, però, se un farmaco che aumenta il tasso di risposte complete potrà effettivamente prolungare la vita o ridurre le recidive. Per questo motivo, la F.D.A. darebbe l’approvazione per Perjeta con riserva di verificarne i risultati in futuro.

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