Epidemia mortale resistente agli antibiotici

Epidemia mortale resistente agli antibiotici



Un’epidemia mortale, che potrebbe avere implicazioni globali, sta silenziosamente spazzando l’India. Tra le sue numerose vittime ci sono decine di migliaia di neonati sui quali le antiche medicine miracolose non fanno più effetto. Questi bambini nascono con infezioni batteriche resistenti agli antibiotici più conosciuti. Uno studio ha rilevato almeno 58.000 bambini morti solo l’anno scorso. Questo dato è solo una frazione degli 800.000 neonati che ogni anno muoiono in India, ma i pediatri temono che, se non si troverà la soluzione, questa nuova epidemia cancellerà gli sforzi che si stanno facendo per ridurre l’enorme tasso di mortalità infantile indiano. Quasi un terzo dei decessi neonatali mondiali si verificano in India. “Si richiedono sempre più trattamenti contro sepsi e polmonite per i neonati”, ha detto il dottor Paul Vinod, direttore di pediatria presso All India Institute of Medical Sciences e leader dello studio. “Ma se le infezioni resistenti continuano a crescere, ne potrebbe derivare un disastro non solo per l’India ma il mondo intero”. A seguito delle visite condotte a neonati presso 5 Stati indiani, i pediatri si sono detti preoccupati dall’elevato numero di casi. “Cinque anni fa non abbiamo registrato questo tipo di infezione”, ha detto il dottor Neelam Kler, presidente del dipartimento di neonatologia al Sir Ganga Ram Hospital di New Delhi, una delle più prestigiose cliniche private indiane. “Ora, quasi il 100 per cento dei bambini nasce con infezioni resistenti agli antibiotici. E ‘spaventoso”. Un crescente numero di ricercatori indiani fanno presente che un gran numero di batteri presenti nell’acqua, nelle fognature, nel suolo, negli animali e anche nelle mamme sono immuni a quasi tutti gli antibiotici. I neonati, poi, sono particolarmente vulnerabili perché il loro sistema immunitario è fragile e lascia poco tempo ai medici per capire la causa e trovare una cura. Ma tutti sono a rischio. Uppalapu Shrinivas, uno dei musicisti più famosi dell’India, è morto il 19 settembre all’età di 45 anni a causa di un’infezione che i medici non sapevano come curare. Queste infezioni resistente stanno migrando anche fuori dall’India. “L’uso incontrollato degli antibiotici e il sovraffollamento, accompagnati da una mancanza di controllo del problema, hanno creato uno tsunami resistente agli antibiotici che si allargherà nel mondo”, ha detto il dottor Timothy R. Walsh, professore di microbiologia dell’Università di Cardiff. L’abuso dei farmaci negli allevamenti di pollami, suini e bovini negli Stati Uniti ha portato alla nascita di ceppi resistenti e la ricerca ha dimostrato che ormai la metà degli antibiotici in uso non sono più efficienti. Gli sforzi per ridurre l’uso degli antibiotici in Usa ed Europa messi in atto negli ultimi tempi sta però dando risultati e l’uso sta calando. Negli ultimi 10 anni la vendita degli antibiotici nel mondo è aumentata del 36%, in gran parte acquistati da Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa. In India la vendita è caldeggiata dai veterinari, per i quali la maggior parte dei loro introiti viene dalle prescrizioni di farmaci. Gran parte degli allevamenti avicoli indiani utilizza antibiotici vietati in America e risulta che il 40% della carne immessa sul mercato contiene residui di antibiotico.

Ma il danno maggiore lo pagano i neonati. Dopo la morte del suo bambino un anno fa, la signora Thakur, 21 anni, è rimasta ancora incinta. Il 21 settembre ha dato alla luce una bambina. Durante una visita subito dopo il parto, la signora Thakur tremava per una grave infezione. Viveva in una casa senza wc e acqua corrente. Ha allattato la sua piccola seduta sotto le immagini di Durga e Krishna. Quasi due mesi dopo ha riferito che lei e la bambina stavano bene.

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