Effetti delle onde elettromagnetiche sull’organismo

Effetti delle onde elettromagnetiche sull’organismo



Dopo due anni di lavoro, l’Agenzia Nazionale francese per la Sicurezza della Salute (ANSES) ha reso noto ieri le sue conclusioni sugli effetti delle onde elettromagnetiche. Il lavoro è stato svolto da 16 esperti che hanno esaminato centinaia di studi al riguardo dopo l’ultimo rapporto dell’Agenzia risalente al 2009. Le tecnologie che utilizzano radiofrequenze si sono largamente sviluppate negli ultimi 20 anni. Le sorgenti di campi elettromagnetici si moltiplicano in continuazione nel nostro habitat, a causa di nuove installazioni di antenne o nuovi apparati, e questo crea preoccupazioni sanitarie ed ambientali. Nel rapporto del 2009 non erano riportati effetti nocivi da parte delle radiofrequenze, pur raccomandando di ridurre l’esposizione nell’uso dei cellulari. Ma le fonti di onde sono moltissime: radio, forni a microonde, telefoni cordless, computer portatili, WiFi, radar, telecomandi vari, sistemi audio e video senza fili ecc. a cui vanno aggiunte le antenne. Rimangono senza risposta gli effetti a lungo termine, dato che l’uso massiccio risale a pochi anni e non a secoli. In seguito a voci insistenti su possibili effetti a lungo termine, l’Agenzia francese ha messo in atto dal 2011 un osservatorio permanente per monitorare gli effetti sulla salute e l’ambiente. Questo progetto coinvolge Associazioni, imprese, sindacati e studiosi. Un documento ministeriale del marzo 2013 riporta che: “L’esposizione prolungata a campi magnetici di forte intensità può provocare effetti termici. Sussistono interrogativi sugli effetti a lungo termine specie per l’utilizzo continuo dei telefonini”. Dal canto suo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel maggio 2011 ha classificato come “possibilmente cancerogeni” le onde radio da 9 a 300 GHz. Nel 2009, secondo ANSES, le ricerche disponibili non consentivano di identificare eventuali effetti non-termici, della cui esistenza sospettano alcune Associazioni che lottano per ridurre l’esposizione della popolazione alle radiofrequenze.

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