EEG identifica l’autismo già a 2 anni

EEG identifica l’autismo già a 2 anni



Un team di ricercatori del Boston Children Hospital (USA) asserisce che i tracciati EEG possono aiutare a diagnosticare questa complessa realtà già quando il bambino ha solo 2 anni di età. In questa ricerca sono stati coinvolti 1.000 bambini; gli esperti dicono, comunque,che è necessario un ulteriore lavoro per confermare i dati provenienti dal Boston Children Hospital. L’autismo è un disturbo dello spettro, il che significa che ogni singola persona viene influenzata in maniera diversa. Comunemente, le persone con autismo hanno problemi con l’interazione sociale e possono apparire chiusi nei loro mondi. Spesso è difficile diagnosticare l’autismo e questo può rimanere silente per anni. L’ultimo studio ha trovato 33 modelli specifici di EEG che sembravano essere collegati all’autismo. I ragazzi sono stati suddivisi per età, dai 2 ai 12 anni, e le analisi sono state ripetute 10 volte. Nei gruppi c’erano sia bambini con autismo che senza. Nel 90% dei casi l’EEG ha diagnosticato correttamente la presenza di autismo. Ora il team di Boston vuole concentrare l’attenzione sulla sindrome di Aspenger, una particolare forma di autismo. In genere, le persone con la sindrome di Asperger hanno una intelligenza superiore alla media ed hanno meno difficoltà a comunicare. Il dottor Frank Duffy, che sta conducendo l’inchiesta, ha detto che questo lavoro potrebbe contribuire a determinare se l’Asperger debba essere considerata come una condizione completamente separata dall’autismo vero e proprio e potrebbe indicare la strada per determinare se fratelli più piccoli di bambini con autismo abbiano probabilità di sviluppare la stessa condizione. Comporta grande ansia per i genitori quando in un figlio più grande si sviluppa l’autismo. L’EEG può anche essere usato per monitorare gli effetti dei trattamenti medici sui pazienti. Ad oggi è difficile ottenere una diagnosi certa di autismo ed il processo per arrivare a questo è comunque molto lungo e laborioso.
Hattersley Caroline di “The National Autistic Society” ha dichiarato: “Diamo il benvenuto a qualsiasi ricerca che possa aiutarci a comprendere meglio l’autismo e a migliorare i tempi di diagnosi per le persone in quelle condizioni”.

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