Diabete del cervello: l’ultimo allarme alimentare

Diabete del cervello: l’ultimo allarme alimentare



Il cervello umano si è da sempre evoluto alla ricerca di grassi e zuccheri per meglio funzionare. Ma se un tempo era questione di sopravvivenza, l’odierna abbondanza alimentare può diventare un grosso problema anche per il cervello. É noto che le cattive diete alimentari portano anche obesità e diabete, ma ci sono casi sempre più numerosi che proverebbero un loro collegamento con l’alzheimer. Alcuni ricercatori cominciano a vedere l’alzheimer come una forma di diabete del cervello. “È risaputo che le persone affette da diabete di tipo 2 corrono un maggior rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer”, sostiene in proposito la dottoressa Victoria King dell’associazione Diabetes UK in Inghilterra. Se questa intuizione fosse corretta, ci sarebbero gravi implicazioni. Tutti sanno che una dieta ricca di grassi e zuccheri è un pericolo per la salute, eppure le vendite nei fast food sono sempre in aumento ed è difficile per tutti rinunciare alla buone mangiate. Colpa del nostro modo di pensare che relega in un futuro molto lontano le ricadute delle cattive abitudini. Cosa fare? Le campagne governative per mettere in guardia le persone dai rischi di una dieta grassa sono cadute pressoché nell’oblio. In Danimarca ed in altri pochi Paesi del mondo si è provato ad aumentare le tasse sui cibi potenzialmente dannosi, ma non si sa ancora se l’esperimento abbia sortito qualche effetto positivo. C’è sempre l’opzione chimica, ossia inibire la voglia con qualche ritrovato farmaceutico, ma eluderebbe il problema senza risolverlo. Certo che, se venisse in futuro provato il collegamento fra il “diabete del cervello” e l’alzheimer, bisognerà aspettarsi un crescendo di casi di questa patologia dovuti alla nostra dieta ricca di grassi e zuccheri.

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