Di quanto si alzerà il  livello dei mari?

Di quanto si alzerà il livello dei mari?



Fino a qualche tempo fa gli scienziati non potevano darci dati affidabili. Non c’erano modelli a computer in grado di simulare lo scioglimento delle calotte polari e dei ghiacciai del mondo. Il primo vero studio risale al 2007 da parte del Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC), ma sembra sia stato gestito male. Ha riconosciuto che non sappiamo con certezza quanto velocemente il ghiaccio della Terra si scioglierà, ma ha riferito alcuni dati sulla base di ipotesi altamente discutibili: tra i 18 e i 59 centimetri entro il 2100. Per arrivare a questi dati si è ipotizzato un aumento massimo della temperatura del globo di 5,4 C°, anche se nel rapporto stesso si parlava di 6,4 C°. Oggi siamo in possesso di maggiori informazioni. Un progetto finanziato dalla Comunità Europea, chiamato “ice2sea”, ha sviluppato a computer modelli di ghiacciai e calotte polari. All’inizio di questo mese ha annunciato che lo scioglimento dei ghiacci contribuirà all’innalzamento dei  mari tra i 4 e i 37 centimetri entro il 2100. Sommando a questa altre cause, fra  le quali l’innalzamento dei mari a causa del surriscaldamento dell’acqua stessa, lo Studio aggiusta il tiro tra i 16 e i 69 centimetri entro questo secolo. Alcuni media hanno fatto presente che altre proiezioni avevano stimato a 1 metro la crescita entro il 2100, ma è stato ribadito che l’aumento non supererà i 69 centimetri. Altri hanno fatto presente che un innalzamento simile in un tempo relativamente così breve potrebbe avere conseguenze devastanti per le città sulle coste. Ma quale affidamento possiamo dare alla relazione “ice2sea”? il principale obiettivo era quello di “ridurre l’incertezza”, ma i suoi numeri sembrano dare piuttosto un grosso avvertimento. Inoltre, i modelli non tengono presente i vari scenari che potranno prodursi in base all’emissione di CO2 nell’atmosfera, pur tenendo per buono un aumento di 3 C° a medio termine come già previsto nello studio del 2007. Ma le emissioni, nonostante i tentativi di ridurle, aumenteranno sempre più nei decenni a venire, anche grazie alle centinaia di centrali a carbone che sono in costruzione. E per avere una configurazione più precisa bisognerebbe avere una proiezione regionale,  ma la loro sommatoria potrebbe risultare meno realistica di una globale. Un esempio è dato dalla regione artica, il cui ghiaccio si sta sciogliendo molto più velocemente di quanto i modelli matematici si aspettavano. Ma la ricerca deve comunque andare avanti in quanto vitale per l’umanità. Una volta, si spera presto, che si potrà capire l’andamento dei mari si dovrà pensare a come porre riparo alle attività poste al livello del mare, città, attività e terreni, che andrebbero sommerse nel giro di pochi decenni.

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