Detriti colpiscono la stazione spaziale ISS

Detriti colpiscono la stazione spaziale ISS



Non è una novità. Julie McEnery è una scienziata della NASA che ha contribuito al telescopio spaziale a raggi gamma GLAST “Fermi” (foto sotto). Quando ha controllato la sua posta elettronica in data 29 marzo 2012, fu sorpresa di trovare un messaggio generato automaticamente che indicava un rischio di impatto entro 6 giorni con il satellite spia sovietico Cosmos 1805. L’avviso diceva che i due satelliti sarebbero passati nello stesso punto con uno scarto di soli 30 millesimi di secondo. La rotta dei due era quasi perpendicolare, ed un eventuale scontro avrebbe sortito un bel botto e la distruzione completa dei due dispositivi. Messo in orbita nel 2008, il GLAST “Fermi” è un osservatorio spaziale che utilizza i raggi gamma per le sue rilevazioni. Misura 1,8 metri alla base per 2,9 in altezza. Le sue antenne solari arrivano a 15 metri di apertura ed il tutto pesa 4.300 chilogrammi. La strumentazione a bordo è stata sviluppata per studiare i fenomeni astrofisici e cosmologici, come ad esempio nuclei galattici attivi, pulsar, lampi di raggi gamma, altre fonti di alta energia e la materia oscura. La sua missione doveva durare inizialmente cinque anni, allungata poi a 10. Il Cosmo 1805, del peso di 1.400 chili, è stato lanciato nel lontano 1986 per registrare le comunicazioni militari navali per una durata di 6 mesi. Ma, dato che nessuno si preoccupa dei detriti spaziali, sta ancora girando attorno alla Terra da quasi 30 anni. I due oggetti, lanciati a 11 km/secondo, sono sfrecciati per lo stesso punto a pochi millesimi di secondo l’uno dall’altro, sbagliandosi per soli 200 metri. Questa volta è andata bene. Nel 2009 si sono scontrati sopra la Siberia l’Iridium 33 ed il Cosmos 2251, spargendo nello spazio 1.500 chili di rifiuti metallici. Quella volta il rapporto di collisione stimava che sarebbero passati a quasi 600 metri l’uno dall’altro, invece… Per questo motivo non si è voluto rischiare con il “Fermi” e si è provveduto ad agire sui motori per spostarlo dalla traiettoria. Non è stata cosa semplice, perché si è dovuto interrompere il lavoro di scansione, ripiegare le grandi ali e l’antenna per le comunicazioni, accendere per un secondo i motori e, dopo il punto di impatto, rifare al contrario tutte le operazioni. Questo però ha consentito di mettere ben 10 chilometri tra i due oggetti.  Con tutti i satelliti ed i detriti presenti attorno alla Terra, le manovre per evitare le collisioni sono ormai una routine, ma nonostante ciò i detriti continuano ad aumentare. Non tutto si riesce a rilevare in tempo e non tutti gli oggetti sono ancora in grado di muoversi autonomamente, come ha sottolineato lunedì scorso il comandante della stazione spaziale Chris Hatfield dopo aver notato che un detrito aveva praticato un foro nei pannelli solari della ISS (foto sotto).

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