Defibrillatore impiantabile contro l’arresto cardiaco

Defibrillatore impiantabile contro l’arresto cardiaco



I defibrillatori impiantati in pazienti olandesi riducono di un terzo il rischio di morte improvvisa. É quanto asserisce una ricerca medica che ha consultato il Registro delle rianimazioni cardiache da parte dei servizi medici di emergenza nell’area metropolitana di Amsterdam dal 1995 al 1997 e tutti gli interventi in seguito ad arresto cardiaco, nella stessa area, dal 2005 al 2008. I defibrillatori sono piccoli generatori di impulsi elettrici che vengono impiantati sottopelle nei pazienti a rischio di morte improvvisa per problemi cardiaci. La fibrillazione ventricolare è un anomalo ritmo cardiaco che fa vibrare il ventricolo impedendo la normale operazione di pompaggio del sangue. I defibrillatori impiantati rilevano le anomalie fatali e cercano di ripristinare la normalità inviando piccole scosse elettriche al settore in fibrillazione. Solitamente sono i pazienti con alto rischio di morte improvvisa, o sopravvissuti ad un precedente arresto cardiaco, a ricevere questi dispositivi. “Da almeno il 5% dei defibrillatori impiantati viene ogni anno una scossa che salva la vita a colui che lo detiene”, dice il dottor Dr. Rudolph W. Koster, professore associato di cardiologia presso l’Academic Medical Center di Amsterdam, che ha guidato la ricerca. La percentuale di pazienti affetti da fibrillazione ventricolare che subisce un arresto cardiaco è scesa dal 63% nel 1995-1997 al 47% nel 2005 – 2008 grazie all’impianto dei defibrillatori, rileva lo studio. Dal monitoraggio di 166 pazienti con defibrillatore è emerso che, nel totale, 339 scosse hanno risolto 194 episodi di arresto cardiaco. Non è poco.

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