Dai carrelli l’energia per il rullaggio

Dai carrelli l’energia per il rullaggio



In fase di atterraggio gli aerei devono frenare sulla pista ed utilizzare i motori jet per rullare fino al gate. Consumo di freni e carburante. Queste operazioni, che si svolgono a terra, sono molto rumorose perché la movimentazione è data, anche per pochi metri, dai motori a reazione. Specie per le famiglie che abitano in prossimità di un aeroporto, il rumore prodotto a terra dal rullaggio degli aerei atterrati è fastidioso e prolungato. Una soluzione sembra essere alla portata, tanto che il Consiglio consultivo per la ricerca aeronautica in Europa (ACARE) ha definito “il rullaggio silenzioso” uno degli obiettivi chiave da raggiungere entro i prossimi 15-20 anni da parte dell’industria aeronautica europea. Un team di ingegneri dell’Università di Lincoln, nel Regno Unito, ha infatti scoperto che l’energia prodotta dal sistema frenante di un aereo durante l’atterraggio potrebbe essere catturata e convertita in energia elettrica da generatori a motore alloggiati nel carrello di atterraggio. L’enorme energia cinetica che si sviluppa sul carrello al momento dell’atterraggio è enorme; oggi quell’energia viene scaricata sui sistemi frenanti delle ruote. I ricercatori ritengono che la corrente prodotta durante l’atterraggio sia più che sufficiente per movimentare l’aereo a motori spenti. Questo si tradurrebbe in minor inquinamento da carburante ed acustico, con buona pace degli orecchi di chi lavora in aeroporto o ci abita vicino. Il professor Paul Stewart, che ha guidato la ricerca, ha dichiarato: “Il rullaggio è un grande spreco di carburante dopo ogni viaggio, con inquinamento atmosferico e acustico provocato dai motori a reazione. E questo è un problema enorme per gli aeroporti di tutto il mondo”. Il professor Stewart ha spiegato che quando un Airbus 320 atterra sulla pista, la combinazione peso e velocità è in grado di produrre circa tre megawatt di corrente. La stessa quantità di energia sviluppata da una pesante locomotiva diesel-elettrica. Facciamo un nodo al fazzoletto e controlliamo fra una ventina d’anni.

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