Crescono i prestiti per spese mediche

Crescono i prestiti per spese mediche



Cresce la percentuale di italiani che sempre più spesso ricorrono ad un prestito personale per fare fronte alle spese mediche. È quanto emerge da uno studio effettuato da Facile.it, in collaborazione con Prestiti.it, che ha preso in esame 20 mila richieste di finanziamento.

Il 4 per cento delle richieste di prestito è finalizzato a coprire spese mediche

Certo, la percentuale è molto lontana dalla prima in classifica: ristrutturazioni. Ma cresce la quota di italiani che chiedono prestiti agli istituti bancari per coprire spese mediche. Lo studio realizzato dal comparatore Facile.it e da Prestiti.it, infatti, evidenzia un trend in crescita. Al centro dell’analisi 20 mila richieste di prestito presentate tra giugno e novembre 2015 in Italia. La quota destinata a spese mediche sale al 4 per cento e rappresenta il 3,82 per cento del totale.

I numeri dei prestiti sanitari

A richiedere questa tipologia di prestito è soprattutto chi non possiede la liquidità necessaria per fare fronte a questa tipo di spesa. Nel periodo preso in esame, da giugno a novembre 2015, sono stati erogati 28 mila finanziamenti per la copertura di pratiche estetiche o sanitarie, con un volume economico complessivo stimato superiore ai 340 mila euro. Secondo Mauro Giacobbe, amministratore delegato di Facile.it, si tratta di una tipologia di finanziamento «ormai alquanto comune anche nel nostro Paese perché, quando è difficile garantire cure sanitarie e assistenziali adeguate per sé e per la propria famiglia, dilazionare le spese nel tempo è una soluzione molto valida. Certamente migliore della rinuncia a controlli e interventi necessari».

Le domande di prestito nel dettaglio

Non sono solamente le banche tradizionali a offrire la possibilità di avvalersi di prestiti personali. Ing Direct, la banca online di diritto olandese, ad esempio, con Prestito Arancio offre una tipologia di prestito altamente personalizzabile e funzionale alle esigenze più diverse di una clientela variegata. Ma vediamo nel dettaglio a quali criteri rispondono, il più delle volte, i prestiti con finalità mediche.

In media, l’importo richiesto è pari a circa 6.600 euro.

La durata del prestito, diversamente da quanto si potrebbe immaginare, è particolarmente lunga per un prestito personale: 58 mesi, un periodo di tempo molto vicino ai 5 anni.

Chi richiede finanziamenti per spese mediche?

I richiedenti, al momento della domanda, hanno, di solito, età media 44 anni, in linea con le altre finalità. Il 67 per cento delle richieste, soffermandoci sulla professione dei richiedenti, proviene da dipendenti privati, ma cresce anche la quota dei pensionati che toccano l’11 per cent del totale. Lo stipendio medio dichiarato al momento della richiesta è di 1.500 euro. Sorprende la percentuale di donne che richiede un prestito, rispetto alle altre finalità. Infatti, qui è insolitamente alta. In generale, il 75 per cento dei richiedenti è uomo ma nel caso delle spese mediche la differenza si riduce sensibilmente, tanto che le donne rappresentano il 39 per cento del totale. Le richieste di finanziamento effettuate da donne, però, sono solitamente per importi più bassi: circa 6.100 euro contro i 6.900 euro. Questo è dovuto al fatto che le donne hanno, generalmente, stipendi più bassi degli uomini e possono, quindi, ripagare il finanziamento facendo affidamento su uno stipendio medio di soli 1.200 euro mensili, contro i 1.700 degli uomini.

A quale tipologia di interventi vengono destinati i finanziamenti?

Variegata è la tipologia di spese sanitarie coperte da prestiti personali. Si va dagli impianti di ortodonzia, per sé o per i propri figli, fino alla gestione di terapie di lunga durata. Ma non è da sottovalutare la quota di richieste relative ai trattamenti di bellezza e alle operazioni di chirurgia estetica. Il focus geografico, invece, evidenzia come l’incidenza di questa tipologia di finanziamento, sul totale dei prestiti personali, sia più alta in Toscana e in Friuli Venezia Giulia (in tutti e due i casi il dato supera il 6 per cento). Molto più bassa invece la percentuale nelle due regioni che chiudono la classifica: Campania e Puglia, che sono attorno al 2 per cento.

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