Costruzioni “impossibili”

Costruzioni “impossibili”



Pumapunku, chiamato anche “Puma Pumku” o “Puma Puncu”, fa parte di un complesso di templi di grandi dimensioni nei pressi di Tiwanaku, o Tiahuanaco, sulle Ande della Bolivia. In lingua Aymara, il suo nome significa “La Porta della Coguaro”. I processi e le tecnologie coinvolte nella costruzione di questi complessi non sono ancora pienamente compresi dagli studiosi moderni. Le nostre attuali conoscenze della cultura di Tiwanaku fanno ritenere che non avessero un sistema di scrittura e, inoltre, che l’uso della ruota fosse loro ancora sconosciuto. Le realizzazioni architettoniche che si vedono a Pumapunku, perciò, colpiscono ancor più considerando il modesto livello presunto di capacità tecnologiche disponibili al tempo della sua realizzazione. A causa delle proporzioni monumentali delle pietre, il metodo con cui siano state modellate e trasportate a Pumapunku è stato da subito argomento di interesse e discussione fra gli addetti ai lavori. Pumapunku, spaventa davvero l’immaginazione. Parliamo di ciò che si ritiene essere i resti di un grande molo sul lago Titicaca (un tempo il lago lambiva le rive di Tiahuanaco) e di un massiccio edificio in quattro settori, ora crollato. Uno dei blocchi di costruzione con cui è stato assemblato il molo pesa circa 440 tonnellate (pari al peso di circa 600 automobili); altri blocchi pesano mediamente tra 100 e 150 tonnellate. La cava di questi giganteschi blocchi era sulla sponda occidentale del lago Titicaca, a una decina di chilometri di distanza. Non vi è alcuna tecnologia conosciuta in tutto il mondo antico che possa aver lavorato e veicolato pietre di tale peso e dimensioni. Anche oggi, con tutti i moderni progressi in ingegneria e matematica, non siamo in grado di alzare con una gru 440.000 chilogrammi. Le popolazioni andine del 500 dopo Cristo, che si spostavano su barche di canne e non conoscevano la ruota, non possono certo averli spostati. La posizione del complesso, a sud del Akapana, può essere stata scelta per avere una buona vista di una montagna sacra che si trova lontano, ad est. Naturalmente non vi è alcuna certezza su ciò, né vi sono testimonianze scritte che narrino della costruzione, di chi l’abbia realizzata e del perché. Disponiamo solo di leggende tramandate di generazione in generazione. Arthur Posnansky (1873 – 1946), l’archeologo che ha scoperto il sito, ha suggerito una risposta sulla base di suoi studi su allineamenti astronomici rilevati a Tiahuanaco, ma è considerata controversa se non impossibile dalla comunità scientifica. Rimane pur sempre la domanda: chi ha costruito e perché? La rete è piena di foto relative a Puma Punku che vale la pena di vedere.

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