Costante e preoccupante innalzamento dei mari

Costante e preoccupante innalzamento dei mari



Il riscaldamento globale è irreversibile e lo resterà a lungo senza un massiccio intervento di geo-ingegneria. É quanto emerge dal Intergovernmental Panel on Climate Change in corso in questi giorni e che venerdì fornirà una relazione ufficiale. Il rapporto dovrebbe riportare che: “Il riscaldamento indotto dalla CO2 si ritiene rimarrà costante per alcuni secoli anche dopo l’interruzione delle emissioni”.  In altre parole, anche se cessassimo di emettere CO2 e avesse fine la deforestazione, bisognerebbe riuscire a succhiare miliardi di tonnellate di CO2 oggi presente nell’atmosfera per raffreddare il pianeta. La maggior parte delle risultanze di questo 5° incontro del gruppo di lavoro non faranno che riaffermare quanto detto nei primi quattro incontri, iniziati nel 1990. Viene ricordato che per contenere l’aumento della temperatura globale a non più di 2 gradi, non bisogna superare il trilione di tonnellate di anidride carbonica. Attualmente siamo arrivati alla metà ed ogni anno ne vengono emessi 10,5 miliardi di tonnellate, in costante aumento. Dalla pubblicazione dell’ultimo rapporto, nel 2007, l’Intergovernmental Panel on Climate Change ha praticamente raddoppiato la stima sull’innalzamento dei mari, portandola ad 1 metro entro  la fine di questo secolo. Ma si è “virtualmente certi” che il livello continuerà ad aumentare per diversi secoli, anche cessando il surriscaldamento, per l’inerzia dell’acqua surriscaldata degli oceani e contestuale scioglimento dei ghiacci. Stando al rapporto, ci sono evidenti prove che, al di sopra della soglia di riscaldamento prevista, entro 1.000 anni la calotta della Groenlandia sparirà. Questo comporterà un innalzamento dei mari di 7 metri.

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