Cosa era il "fuoco greco"?

Cosa era il "fuoco greco"?



É stata una delle più terrificanti armi usate nel medioevo, ma la miscela degli ingredienti è andata persa con la morte dei suoi inventori, una famiglia di chimici ingegneri provenienti da Costantinopoli. Dal XII secolo in molti si sono scervellati per cercare di capire di cosa fosse composto quello che era chiamato “fuoco greco”. È stato utilizzato dai Bizantini  a partire dal VII secolo. Era un’arma molto temuta perché si aggrappava alla pelle e non si poteva togliere né spegnere con nulla. Veniva usata negli assedi delle città, buttandolo dalle mura, o durante la battaglie navali per bruciare la flotta avversaria. Anche il professor John Haldon, dell’Università di Princeton (New Jersey), ha cercato di risalire ai componenti arrivando solamente a delle ipotesi. “Certamente – dice – erano presenti nafta e resina di pino; la prima è infiammabile e la seconda è appiccicosa ed allunga il tempo di combustione”. Altri ricercatori dicono che fosse composto da pece, zolfo e calce viva. I primi due ingredienti provvedono alla combustione, mentre la calce viva non permette al composto di essere spento con l’acqua. L’acqua, infatti, al contatto con la calce viva si trasforma in idrossido di calcio che sprigiona un forte calore che va ad aumentare l’incendio in corso. A parte la formula originaria, il fuoco greco è stato utilizzato da diversi eserciti dando sempre un grosso contributo alla vittoria. L’assedio di Costantinopoli del 717, da parte dei musulmani, fallì per l’uso del fuoco greco con il quale i bizantini devastarono il campo e le attrezzature militari arabe. Largo uso ne veniva fatto durante le battaglie navali. Piccole e veloci imbarcazioni con a bordo questi antenati dei lanciafiamme passavano in mezzo alle navi nemiche spruzzandole di fuoco greco. I contenitori potevano essere di grosse dimensioni, ma anche delle otri in pelle con un tubo di rame. Schiacciando l’otre partiva un getto di composto che, una volta acceso, era inestinguibile. Nemmeno chi si buttava in acqua era salvo perché il composto galleggiava sull’acqua e continuava a bruciare. È stato certamente un’arma di terrore.

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